Il furgone distrutto
Il furgone distrutto

Masone (Reggio Emilia), 17 ottobre 2019 - Un frontale tremendo, avvenuto ieri mattina alle 7,15 in via Bacone, a Masone, non ha lasciato scampo ad Alberto Benassi, 53enne reggiano, artigiano, sposato e padre di due figlie entrambi maggiorenni. Il Fiat Fiorino con cui stava andando a lavorare come ogni mattina si è scontrato con un’Audi A6 Avant di colore nero che, stando alle prime ricostruzioni, avrebbe invaso la corsia opposta centrando in pieno l’artigiano.
 

Sull’auto familiare di grossa cilindrata viaggiavano un ragazzo di 20 anni (alla guida) e una ragazza di 21, entrambi residenti nel modenese, trasportati all’ospedale ma che non sono in pericolo di vita. Benassi invece non ce l’ha fatta. L’uomo, residente nella zona di Pieve Modolena, è stato immediatamente soccorso, ma per lui purtroppo non c’è stato nulla da fare. Troppo forte l’impatto e troppe le lesioni riportate dall’uomo che è morto sul colpo, fra le lamiere del Fiat Fiorino con cui stava andando al lavoro
 

Lo schianto, avvenuto all’altezza dello stabilimento della Progeo, ha causato diversi chilometri di coda in entrambe le direzioni, con la polizia municipale che ha dovuto effettuare un sistema di circolazione alternato per permettere la pulizia della carreggiata oltre ai rilievi del caso.
 

Solo attorno allle 10 e quindi quasi tre ore dopo il tremendo impatto che è costato la vita ad Alberto Benassi, la circolazione è tornata sui normali livelli. Non è ancora stato possibile rendere noto i giorni dei funerali della vittima, visto che sono ancora in atto gli ultimi accertamenti che dovrebbero concludersi proprio in mattinata.
 

Se oggi ci sarà il via libera da parte delle autorità competenti, è possibile che le esequie vengano svolte domani o, più probabilmente, sabato. Alberto Benassi lascia nel più totale sconforto la moglie e le due figlie, oltre ai genitori. Come detto, le dinamiche precise sono ancora da chiarire ma da una prima ricostruzione sembra che l’Audi A6 Avant, guidata dal 20enne modenese, avrebbe invaso la corsia opposta da cui stava sopraggiungendo Alberto Benassi che non ha potuto fare nulla per evitare la tragica fatalità. Il ragazzo modenese, assieme alla ragazza di 21 anni che era assieme lui, è stato portato all’ospedale Santa Maria ma le sue condizioni non sembrano essere gravi. Purtroppo si tratta però solo dell’ultima tragedia avvenuta sulle strade reggiane.
Dai dati raccolti dall’ultima riunione dell’Osservatorio provinciale per il monitoraggio dell’incidentalità stradale, presieduto dal prefetto Maria Forte, si coglie infatti una progressiva diminuzione del numero dei morti in provincia: i decessi sono passati da 40 nel 2010, a 26 lo scorso anno, con un picco di 57 nel 2011, ’anno tremendo di questa statistica. Ma non è mai abbastanza quando si parla di vite umane
 

Una buona notizia del periodo 2010-2018 è la riduzione del numero dei feriti sulle nostre strade, che quest’anno però toccano già quota 851. In strada, nel 2010, sono rimaste ferite più di 3mila persone, 2.159 l’anno scorso, mentre risulta in progressiva diminuzione anche l’indice di mortalità. Negli ultimi cinque anni maggio, giugno e ottobre sono risultati i mesi dell’anno in cui si è registrato il maggior numero di incidenti. Altro dato interessante uscito dall’incontro dell’Osservatorio provinciale è l’incremento degli incidenti nei giorni della settimana e negli orari considerati “di punta”, ovvero nei tragitti verso il lavoro o dal lavoro, proprio come nel caso di Alberto Benassi.
Francesco Pioppi