Reggio Emilia, 10 dicembre 2018 - Uno spaventoso incendio (VIDEO) si è sviluppato intorno alle 23.50 di ieri in via Turri al civico 33 (VIDEO), in una palazzina di quattro piani, nel quartiere della stazione vecchia di Reggio Emilia, una zona popolata per la maggior parte da immigrati.

Il rogo era stato segnalato al secondo piano, ma in realtà si è sprigionano nelle cantine, dove da tempo è stato lanciato l'allarme legato all'occupazione delle stesse. Il bilancio è di due morti, marito e moglie marocchini, che da anni risiedevano in un appartamento al secondo piano assieme ai loro due figli, e di 38 intossicati, tra i quali 23 adulti e 15 bambini (tra 1 e 12 anni). Le vittime sono Mhamed Bahik di 57 anni e Malika Outach di 55, I corpi dei coniugi sono stati trovati sulle scale. Non sono morti carbonizzati, ma a causa del fumo (VIDEO).

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I feriti  Dei feriti quattro hanno avuto necessità di camera iperbarica. Si tratta di una bambina di 3 anni che è stata trasportata in elisoccorso all'Ospedale Niguarda di Milano, in rianimazione pediatrica, in gravissime condizioni. La bimba sarebbe in fase di miglioramento, seppure in condizioni molto difficili. 

Sette persone sono ricoverate all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia: due sono rientrate dal trattamento con camera iperbarica da Fidenza e saranno dimessi in serata, fanno sapere dall’Ausl; 5 rimaranno  in osservazione almeno fino a domani per continuare il periodo di terapia con ossigeno ad alto flusso. Per tutti e sette l’andamento è buono, dicono i sanitari.

Una bambina di 5 anni è stata portata stamattina all’ospedale di  Fidenza (Parma) per il trattamento con camera iperbarica, poi  ricoverata nella Rianimazione del Santa Maria Nuova, ora sta meglio ed è stata trasferita in Pediatria. Per quanto riguarda la bambina di tre anni, portata in elisoccorso al Niguarda di Milano, è ora stata trasferita alla clinica pediatrica De Marchi in centro a Milano: la prognosi è ancora riservata.

Gli altri sei bambini che erano ricoverati all’ospedale di Reggio Emilia sono stati dimessi.  

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La bonifica I vigili del fuoco, durante le bonifiche di questa mattina, hanno trovato nelle cantine tracce di coperte e di sacchi a pelo bruciati. Una delle ipotesi, ancora da verificare, è che qualcuno potesse aver trovato rifugioper scaldarsi. Negli scantinati sono stati trovati anche alcuni pneumatici. Materiale 'responsabile' del denso fumo che si é incanalato nel vano scale per poi propagarsi nelle abitazioni. 

Quattro piani, una ventina di appartamenti abitati nella quasi totalità da stranieri. Un palazzo identico a quelli a fianco: è la via più problematica della città, teatro di spaccio, periodiche risse e illegalità; quella in cui da anni residenti e comitati cittadini si battono chiedendo di risolvere il problema dell'occupazione abusiva delle cantine da parte di stranieri irregolari. Nei mesi scorsi, anche dal civico 33, erano arrivati gli allarmi. "Ci sentiamo minacciati da queste presenze - dicevano i residenti - e abbiamo paura a denunciare. Abbiamo dovuto installare telecamere a nostre spese, è l'unico modo per difenderci".

La testimonianza Sono arrivate anche le prime testimonianze della tragedia consumatasi in via Turri. Come quella di Ivan, 27enne di origini moldave (VIDEO)ancora sotto choc all'uscita del palazzo in cui abita da pochi mesi con la madre e un fratello. "Ho visto la casa riempirsi di fumo, non si poteva respirare. Allora ho dato l'allarme ai vigili del fuoco. Ho preso uno straccio umido e me lo sono messo davanti alla bocca. Poi sono scappato per le scale. Era tutto nero, non si vedeva niente. Qui fuori ho visto i morti".

La rabbia Sul posto monta la rabbia della comuità marocchina, il rappresentanta Abderrahim Mouloudji dichiara: "Si sa da anni che quelle cantine sono occupate e nessuno ha fatto nulla, queste sono vittime del degrado e della politica malgestita dell'integrazione".

La vicepresidente della Camera Di "tragedia annunciata" parla il Movimento 5 stelle, con la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni, ricordando che da anni, insieme ai cittadini del quartiere, denuncia il rischio di quanto accaduto, chiedendo un controllo serrato nelle cantine trasformate in abitazioni, delle residenze e della gestione delle utenze, anche con atti in Consiglio comunale, l'ultimo dei quali risalente al maggio scorso.

Il procuratore "Non é che faremo di tutto per capire, ma capiremo abbastanza in fretta". E' la promessa di Marco Mescolini, procuratore capo di Reggio Emilia, giunto questa mattina sul luogo della tragedia in via Turri. Le indagini sono in capo al sostituto procuratore Maria Rita Pantani, anche lei arrivata sul posto. 

Il sindaco Il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, ha sottolineato come sia "una vicenda drammatica che ha visto la morte di due persone".  Le polemiche stanno divampando riguardo le numerose denunce inascoltate di residenti nel corso degli anni e dei mesi scorsi. "Per quanto attiene a presunte presenze abusive nelle cantine - prosegue il sindaco -, non sono state trovate persone intossicate o decedute. Quindi non ci sono elementi per dire che ci fosse un abuso di occupazione in quel luogo. Nei mesi scorsi, anche in virtù della preoccupazione diffusa sullo stato delle cantine, abbiano sollecitato i controlli dei civici dal 33 al 47, fra ottobre e novembre, da cui non erano emerse situazioni particolarmente critiche e gravi". Nel frattempo, dice il primo cittadino, "c'è stata una tempestiva capacità di intervento del Comune che ci ha permesso di trovare una sistemazione negli alberghi per circa una trentina di sfollati del civico 33 di via Turri".

Il vescovo Massimo Camisasca ha espresso il suo profondo dolore "per il tragico rogo avvenuto questa notte. Sono vicino nella preghiera alle vittime, che lasciano due figli orfani, ai loro famigliari, alle due bimbe che lottano per la vita in queste ore e ai loro genitori, ai feriti e alle decine di persone sfollate". E aggiunge: "Proprio alcuni mesi fa ho incontrato i residenti di questa zona in occasione della visita pastorale e ho potuto riscontrare in prima persona le enormi difficoltà che vive il quartiere. La situazione è critica, di non facile soluzione. Mi appello a tutti: residenti, proprietari degli immobili, forze dell’ordine e istituzioni affinché si prenda coscienza che abbiamo tutti una grande responsabilità nei confronti di queste persone".

Infine, conclude: "Come vescovo confermo l’impegno di tutta la Chiesa Reggiana a sostenere, per quanto possibile, i più deboli e bisognosi".

La fiaccolata Il comitato dei residenti "Reggio Emilia sicura" ha organizzato una fiaccolata, aperta a tutta la cittadinanza, per esprimere "cordoglio e vicinanza" ai familiari delle vittime e per "sollecitare l'amministrazione comunale a dare una svolta seria e concreta a questa situazione di degrado che questa notte é  degenerata nel peggiore dei modi":