Reggio Emilia, 23 ottobre 2021 - Omicidio in provincia di Reggio Emilia. Un ragazzo di 29 anni, Salvatore Silipo, è morto, ucciso con colpi di pistola sparati in una ditta di pneumatici a Cadelbosco Sopra. I carabinieri della Compagnia di Guastalla, insieme ai colleghi del Nucleo Investigativo del comando di Reggio, hanno fermato il titolare della ditta 'Dante Gomme', il settantenne Dante Sestito. 

Salvatore Silipo ucciso Reggio Emilia. "Era appena nata la seconda figlia"

Omicidio a Cadelbosco Sopra (Reggio Emilia), nella ditta di pneumatici (foto Artioli)

L'allarme è scattato verso le 15, con l'arrivo sul posto dei soccorsi sanitari, insieme alle forze dell'rdine. Le indagini dei carabinieri di Guastalla e Reggio, coordinati dalla Procura reggiana, puntano a chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Da quel che è emerso, risulta che la vittima sia stata uccisa da uno o più colpi di pistola. Al vaglio la posizione del titolare, che è stato fermato dai carabinieri e che risulta essere il presunto responsabile del delitto. Sui fatti sono in corso nel massimo riserbo le indagini in ordine al reato di omicidio.

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La vittima era un dipendente della stessa ditta. La pattuglia avrebbe bloccato il presunto omicida, sfilandogli l'arma. Le indagini sono in corso per ricostruire movente e dinamica e per capire se ci sono altre persone coinvolte.

Si indaga sul titolare

I carabinieri, intervenuti poco dopo la sparatoria, hanno bloccato per fare accertamenti alcune persone presenti e stanno concentrando le indagini sul proprietario della ditta, Dante Sestito, che secondo le testimonianze raccolte sarebbe la persona che ha premuto il grilletto. In serata proseguono gli interrogatori ed è probabile che vengano emessi provvedimenti.

La ricostruzione dei fatti

A quanto ricostruito Silipo aveva lavorato nell'azienda fino a circa un mese fa, come operaio. Poi il rapporto di lavoro si era interrotto, per motivi che sono al vaglio degli investigatori, i carabinieri della Compagnia di Guastalla e del nucleo investigativo di Reggio Emilia, coordinati dalla Procura. Nel primo pomeriggio di oggi, però, Silipo era tornato alla ditta per un incontro, forse un chiarimento, a cui hanno partecipato anche parenti di entrambi. Un'ipotesi è che il clima sia sia surriscaldato e Sestito abbia quindi estratto la pistola e fatto fuoco. È da chiarire se si sia successo con modalità che fanno pensare a un'esecuzione.

Il movente

A quel punto qualcuno è scappato, qualcun altro intanto ha attirato l'attenzione di due carabinieri che con una pattuglia stavano passando nei dintorni. I due giovani militari sono allora entrati nell'azienda, armi in pugno, e Sestito si è arreso. I carabinieri gli hanno sfilato l'arma dal giubbotto e lo hanno preso in consegna. Chi indaga sta lavorando a ricostruire con esattezza la dinamica, il movente, il contesto: si tratta di persone di origini calabresi, lambite da alcune indagini. L'azienda era rimasta coinvolta in una maxi-inchiesta, chiamata 'Billions', su un'associazione a delinquere che faceva profitti grazie alle fatture false, con con un'udienza fissata nei prossimi giorni anche per il figlio, Antonio Sestito, imputato insieme ad altre 190 persone.

I precedenti

Qualche anno fa la Dante Gomme aveva subito un attacco a colpi d'arma da fuoco. Anche l'assassinato aveva avuto problemi con la giustizia: a metà del 2020 era stata arrestato insieme ad un'altra persona per un'attività di spaccio di cocaina, con la base in un garage nel paese di Gualtieri. Era stata sequestrata cocaina e il materiale per confezionarla.