Reggio Emilia, 12 settembre 2021 - Dove sono finiti i genitori di Saman? Da quattro mesi sono scomparsi. L’ultimo messaggio lanciato dal padre è l’intervista rilasciata al nostro giornale nella quale annunciava un improbabile ritorno in Italia per metà giugno. Da quel momento lui e la moglie sono definitivamente scomparsi.

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Tornati in Pakistan non risultano essere nella loro casa in un villaggio interno di Mandi Bahuaddin, vicino alla città di Lahore, dove ormai tutti gli inviati dei mass media italiani li hanno, inutilmente, cercati. Trovando sempre la stessa situazione: un lucchetto che chiude l’ingresso della loro abitazione.

Shabbar Abbas, il padre di Saman

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Padre e madre di Saman, fuggiti dall’Italia il primo maggio, hanno fatto perdere le loro tracce. Solo la loro cattura, su entrambi pende un ordine d’arresto internazionale, potrebbe sciogliere i tanti misteri che aleggiano su questa terribile vicenda.

In questo senso venerdì sera, durante la trasmissione di Rete4 "Quarto Grado" è stato trasmesso un servizio in cui la giornalista di Mediaset Anna Boiardi ha spiegato di aver parlato con la polizia locale e di aver saputo che il luogo dove si nascondono i genitori di Saman sarebbe stato individuato.

Il condizionale è d’obbligo, perché in questa vicenda ci sono pochissime certezze e perché conferme ufficiali non ne sono filtrate nè a Reggio nè dalle stesse autorità pakistane, ma se questa anteprima dovesse essere confermata nei prossimi giorni saremmo davvero di fronte ad una svolta decisiva.

"Siamo andati alla polizia pakistana - ha spiegato la giornalista Anna Boiardi durante un servizio registrato in Pakistan -. La polizia avrebbe individuato dove sono i genitori di Saman e avrebbe anche comunicato questa informazione all’Italia, chiedendo però alla procura di andare in Pakistan e quindi di andare a prenderli".

Quest’ultima frase, a dir la verità, lascia un po’ perplessi perché Shabbar Abbas e la moglie Nazia Shaheen sono stati inseriti dal Ministero della Giustizia nella banca dati dell’Interpol, il che equivale a una richiesta d’arresto provvisorio ovunque siano nel mondo. La giustizia italiana potrà poi conseguentemente inoltrare la domanda di estradizione. Non ci sarebbe, insomma, bisogno della presenza di nessuna autorità italiana in Pakistan per procedere all’individuazione e, soprattutto, all’arresto della coppia. Ecco perché i dubbi restano. Ed ecco perché il cammino per arrivare alla verità resta, purtroppo, lungo, tortuoso e complesso.