Corradini: "I Comitati saranno l’ago della bilancia"

L’ex assessore Pd ora è vicino ai civici: «E’ presto per una lista, ma conteremo» Confronto con i Dem? «Dovrebbero cambiare programma e forse il candidato sindaco»

Franco Corradini, più volte assessore, ha partecipato alle primarie  Pd nel 2014, in gara  per il ruolo di sindaco
Franco Corradini, più volte assessore, ha partecipato alle primarie Pd nel 2014, in gara per il ruolo di sindaco

Reggio Emilia, 23 ottobre 2018 - Franco Corradini è passato da candidato alle primarie Pd nel 2014 a protagonista del dibattito per una lista civica.

«Mi piace partecipare in modo attivo al confronto».

L’addio al Pd è stato definitivo?

«Non sono iscritto dal 1 gennaio 2015».

Ci sarà la lista civica alle elezioni?

«E’ presto, non è ancora detto».

Potrebbe essere in lista?

«Non faccio parte di alcuna lista, partecipo al confronto».

Alle elezioni comunali una lista civica rischierebbe di essere schiacciata da tre possibili vincitori: Pd, Lega e M5s.

«Ma potrebbe essere l’ago della bilancia».

Quindi dovrebbe aprirsi al confronto.

«Massima apertura con tutti».

Anche con il Pd?

«Si potrebbe, ma per loro avrebbe un costo molto grande».

Quale prezzo?

«Un mutamento programmatico e forse cambiare il candidato sindaco».

Così il dialogo non può partire.

«Se il Pd non vuole soccombere, potrebbe accettare. Ammesso sia ancora capace di confrontarsi».

C’è la Lega con il centrodestra.

«Ho qualche paletto culturale, non chiederei mai un confronto al centodestra».

Il M5s?

«Sulla carta sembra la forza con cui potremmo confrontarci con più facilità. Alessandra Guatteri dice che non dobbiamo metterci insieme e basta, che serve un progetto comune. Su questo credo debba esserci grande disponibilità a confrontarsi».

Lei ha fatto all’assemblea civica una serie di proposte concrete.

«Progetti che possono essere attuati subito. Sfidiamo il sindaco a farle».

Entro quando?

«Entro Natale»

Quali proposte?

«Togliere le presidenze ad aziende pubbliche come Acer o Fcr, non servono e spesso sono posti per accontentare politici in disarmo: diamo un segnale e risparmiamo soldi pubblici. Diciamo basta al progetto di biogas a Gavassa, non è utile alla città. Facciamo luce alle ex Reggiane sulla società di gestione, la Stu Reggiane: trasparenza su incarichi, consulenze, la marea di appalti che si stanno concentrando. Poi c’ è la desolazione della zona stazione dove invece di un progetto di riqualificazione che eviti il rischio banlieue vogliono praticare il pugno duro con Matteo Sassi nella veste di sceriffo. Fa un po’ ridere. Potrei continuare, è un lungo elenco».

Park Vittoria?

«Dicano come stanno le cose, quanti box sono invenduti, come pensano di collegare l’opera alla città. E si cominci a parlare di mobilità sostenibile. Dimezziamo il traffico privato su via Gramsci con treni e bus. La città soffoca e qui si pensa a rifare le piazze».

Il nuovo comando della Municipale sarà in via IV novembre.

«Male non fa, ma è un colpo di teatro. Come l’Arena al Campovolo per la cultura in città. Se restano fatti isolati si perdono. La caserma dei vigili forse si farà nel 2020, intanto cosa fai? Prova a rimettere subito la Polizia municipale di prossimità. Erano due? Mettine quattro. Lì hanno inaugurato e chiuso degli spazi, con la sola logica delle inaugurazioni. L’assessore Natalia Maramotti in questo è stata una maestra».

Cosa non funziona nei Dem?

«Sono abituato al dibattito politico anche duro senza tirarmi indietro. Ma nel Pd reggiano, a parte accordi tra correnti per spartirsi posti in organismi che non contano niente e feste provinciali che perdono un sacco di soldi, non mi risulta che nessuno dibatta su niente. E intanto Reggio perde posizioni, pensiamo alle grandi potenzialità sprecate con la stazione mediopadana».

Chi è il responsabile?

«È chiaro che non tutte le colpe ricadono sul sindaco Luca Vecchi. Lui sarebbe stato un bravo sindaco per una città medio-piccola di provincia negli anni ’80».

Gli assessori?

«Dopo cinque anni alcuni sono sconosciuti all’opinione pubblica. Il giudizio non è positivo».

di PAOLO PATRIA