Rimini, l’ingresso dell'aeroporto Fellini (Foto Bove)
Rimini, l’ingresso dell'aeroporto Fellini (Foto Bove)

Rimini, 1 aprile 2015 - La buona notizia è arrivata praticamente in diretta. Mentre il prefetto e i rappresentanti di Airiminum facevano il punto sulla riapertura dell’aeroporto di Rimini, ecco il dirigente di Enac Fabio Nicolai annunciare: «Sta per arrivare il via libera». L’ok di Enac è arrivato ieri poco prima delle 20: da oggi il ‘Fellini’ è ufficialmente riaperto al traffico, dopo cinque mesi di chiusura. Il primo volo atterrerà alle 16: un aereo della Transaero con 150 turisti proveniente da Mosca, che poi ripartirà per la capitale con altrettanti vacanzieri russi, che la settimana scorsa erano sbarcati ad Ancona. Transaero sarà l’unica compagnia a operare al ‘Fellini’ nel mese di aprile: sono previsti 18 voli (9 in arrivo e altrettanti in partenza).

Da maggio si aggiungeranno altre cinque compagnie, incluse quelle europee come Air Berlin (Germania), Luxair (Lussemburgo), Thomas Cook (Belgio) e il vettore olandese che hanno già dato l’ok al loro ritorno a Rimini. In totale faranno circa 1.200 voli per la stagione estiva. Pochi, e Airiminum, alla vigilia del tanto atteso inizio delle attività, non fatica a individuare i due principali colpevoli: l’aeroporto di Ancona e il curatore fallimentare di Aeradria, Renato Santini.

«Quando abbiamo vinto il bando – ricorda l’amministratore di Airiminum Leonardo Corbucci – contavamo di ricevere un aeroporto aperto. Invece il ‘Fellini’ è stato chiuso, nonostante noi avessimo offerto 2 milioni in nostre azioni societarie ai creditori pur di evitare lo stop. Il curatore fallimentare di Aeradria Renato Santini ha detto no (decretando così con il tribunale la chiusura del ‘Fellini’ a novembre) per poi accontentarsi, qualche mese dopo, di vendere i beni a 300mila euro!».

Questi e altri atti del curatore (inclusi i ritardi nel riconsegnare l’aeroporto) «sono ora al vaglio dei nostri legali, perché hanno creato un danno». E il danno per Airiminum l’ha creato anche, o meglio soprattutto, l’aeroporto di Ancona. «Lo scalo ha debiti molto alti e ha come azionista di maggioranza la Regione – ricorda Corbucci – eppure si è permesso di offrire 21 euro a passeggero per venire a rompere le scatole a noi. Il problema è la Regione Marche, che consente una simile gestione dello scalo». «Noi abbiamo avuto un danno dalla concorrenza sleale di Ancona – gli fa eco Laura Fincato, presidente di Airiminum – e per questo chiederemo i danni. Lo scarso traffico di voli in aprile è la conseguenza della loro slealtà».

Con l’aeroporto di Forlì invece le tensioni sono già rientrate. «Vogliamo collaborare con loro, così come con Bologna», assicura Corbucci. Le polemiche finiscono qui, «ora inizia l’avventura. L’aeroporto di Rimini – continua Corbucci – ha delle potenzialità: la terza pista più lunga d’Italia, un’area aeroportuale di 365 ettari in gran parte da sfruttare, la presenza di San Marino. Ci sono investitori importanti interessati al ‘Fellini’». Ora la parola d’ordine è ripartire, «e noi di Airiminum siamo la soluzione, non il problema dell’aeroporto. Saremo a disposizione del territorio, ma questo scalo ora riparte con una gestione privata e risponderà solo a logiche industriali. Non è cambiato solo il logo, ma anche il metodo».