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2 ago 2022
2 ago 2022

I sanitari non vaccinati possono tornare al lavoro

Potranno essere operativi da domani e soltanto fino al 30 settembre per garantire l’attività assistenziale e dare respiro ai colleghi

2 ago 2022
Il segretario di Stato alla Sanità, Roberto Ciavatta
Il segretario di Stato alla Sanità, Roberto Ciavatta
Il segretario di Stato alla Sanità, Roberto Ciavatta
Il segretario di Stato alla Sanità, Roberto Ciavatta
Il segretario di Stato alla Sanità, Roberto Ciavatta
Il segretario di Stato alla Sanità, Roberto Ciavatta

I sanitari non vaccinati contro il Covid possono tornare a lavorare in ospedale e nelle cliniche private. Ma solo temporaneamente. E’ quanto disposto dal governo di San Marino con un decreto emanato nella giornata di ieri. I sanitari, una quarantina in tutto, potranno tornare operativi da domani e fino al 30 settembre. Questo vista "la necessità – recita il decreto – di assicurare il regolare svolgimento delle ordinarie attività assistenziali, di reperire personale in grado di garantirne la continuitè e al contempo di consentire al personale Iss di poter beneficiare di periodi di ferie". Quindi, una necessità, numeri alla mano, che, comunque, potrà essere ‘gestita’ dall’Istituto per la sicurezza sociale. "L’organizzazione dell’Iss – si legge nel decreto – può essere modificata, da parte del direttore sanitario, in modo che siano ridotti al minimo i contatti dei dipendenti non sottoposti a vaccinazione volontaria con l’utenza". Il personale sanitario che non si sia sottoposto a vaccinazione volontaria o al relativo richiamo "deve garantire la sua presenza fino al 30 settembre senza utilizzare periodi di ferie". La non disponibilità del personale dell’Iss precedentemente sospeso, a rientrare in servizio dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 30 settembre "sarà considerata assenza ingiustificata dal posto di lavoro e darà avvio alle eventuali procedure disciplinari". L’assenza dal posto di lavoro per il dipendente di strutture private "può essere coperta con gli strumenti previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro".

Condizioni, quelle dette sin qui, che non valgono per tutti i medici. Infatti, "il personale sanitario e socio sanitario – si legge – che risulta sospeso o radiato dall’ordine professionale di appartenenza in Italia, non è abilitato a prestare la sua opera in territorio". Il decreto numero 111 contiene anche nuove disposizioni per i locali aperti al pubblico. "E’ fatto obbligo – si legge nel dispositivo emanato dal governo, frutto di quanto deliberato dal Congresso di Stato lo scorso 18 luglio – ai locali pubblici di affliggere agli ingressi un cartello che inviti gli utenti a indossare la mascherina, igienizzare le mani e a tenere le distanze interpersonali di almeno un metro".

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