Reddito di Cittadinanza, Anuta Rodica: la card nelle sue mani
Reddito di Cittadinanza, Anuta Rodica: la card nelle sue mani

Rimini, 23 maggio 2019 - «Quando ho fatto domanda per il reddito di cittadinanza, dopo averne sentito parlare tante volte alla televisione, ero molto fiduciosa, mi aspettavo di ricevere dallo Stato italiano almeno 700 euro. Invece me ne danno 333: non mi bastano. Quest’estate dovrò tornare a lavorare». La delusione dipinta sul volto della signora Anuta Rodica Potcovaru, 66 anni, origini romene, da una vita a Rimini. Mostra le tessera gialla, simbolo del reddito erogato dal governo. Ottenuta dopo aver fatto domanda attraverso il Caf della Cgil di Rimini.

Sperava di riuscire a tirare avanti con il solo sussidio dello Stato?

«No, non solo con quello – aggiunge –. Io da pochi mesi sono andata in pensione, e prendo 377 euro mensili. Speravo che mettendo insieme i due sussidi, avrei potuto smettere di lavorare, dopo una vita».

Invece?

«Con 333 euro da una parte, e 377 dall’altra, arrivo a poco più di 700 euro al mese. Lei consideri che devo pagare 450 euro di affitto, più le utenze, e le spese per il cibo e il vestiario, e può tirare le conclusioni da solo».

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Quindi riprenderà a lavorare?

«Sì, sto cercando lavoro per la stagione estiva. Qualunque tipo di occupazione, sono capace ad adattarmi: ristorante, albergo sia in cucina che ai piani, quello che capita. Pazienza poi se, come mi dicono, perderò il reddito di cittadinanza».

Da quanto tempo risiede a Rimini?

«Abito qui da ormai vent’anni – aggiunge Anuta –, sto dalle parti di piazza Tripoli».

Che lavori ha fatto?

«Premetto che in tutti questi anni ho lavorato sempre in regola, mai in nero. Io sono una cuoca, qui a Rimini ho lavorato soprattutto come sottocuoca».

Ha ‘fatto la stagione’, come si dice da queste parti?

«Sì certo, ho lavorato in albergo. Per otto anni consecutivi nel primo. All’inizio ho fatto anche la cameriera ai piani, poi sono passata in cucina. Poi ho cambiato alcune strutture, lavorando sempre da sottocuoca».

E nel resto dell’anno che cosa fa?

«Durante l’inverno da sempre vado a lavorare in alberghi di montagna, a San Candido, un paesino in provincia di Bolzano, per qualche mese. Sono lavori a tempo determinato, ma sinora sono sempre riuscita ad andare avanti, e a crescere i miei figli».

Quanti figli ha?

«Tre figli, due femmine e un maschio, ormai grandi. Io sono vedova».

I figli sono in Romania o qui in Italia?

«In Italia, qui a Rimini. I due più grandi lavorano, vivono da soli. La terza, che ha trent’anni, sta con me. E’ in cerca di occupazione».