Domenica 4 luglio, all’Arena parco dei Cerchi a Coriano, va in scena lo spettacolo ‘Nel nome del padre (storia di un figlio di...)’ con Marco Morandi, e la partecipazione video di Gianni Morandi. Un viaggio musicale dal vivo con una band di tre elementi, ma soprattutto un racconto ironico, divertente e pieno di sorprese, che parte dall’infanzia privilegiata all’interno di una famiglia costantemente sotto i riflettori e passa per l’elaborazione del proprio cognome e della condizione di figlio d’arte. Marco Morandi chiuderà a Coriano, l’ultima delle...

Domenica 4 luglio, all’Arena parco dei Cerchi a Coriano, va in scena lo spettacolo ‘Nel nome del padre (storia di un figlio di...)’ con Marco Morandi, e la partecipazione video di Gianni Morandi. Un viaggio musicale dal vivo con una band di tre elementi, ma soprattutto un racconto ironico, divertente e pieno di sorprese, che parte dall’infanzia privilegiata all’interno di una famiglia costantemente sotto i riflettori e passa per l’elaborazione del proprio cognome e della condizione di figlio d’arte. Marco Morandi chiuderà a Coriano, l’ultima delle quattro date in Romagna, del suo minitour.

Morandi che show sarà?

Divertente, pieno di interventi familiari, di racconti, di musica. Canterò anche con mio padre in un collegamento ‘Sei forte papà’. Tra uno sketch e un monologo, darò allo spettacolo il mio personale taglio. E anche questo potrà essere compreso solo alla luce di quel rapporto centrale nella vita di tutti, fondato sulla consegna, ma anche ricezione, di sentimenti, emozioni, valori e principi. Settanta minuti di divertimento e stralci di ordinaria quotidianità con cui cercherò di spiegare, in maniera un po’ canzonatoria, un po’ irriverente, il complicato, spesso difficile, rapporto padre-figlio".

Omaggio a un padre famoso?

"Ho scelto di elaborare e dare una nuova veste a canzoni di altri artisti come Rino Gaetano che ho portato a teatro nello spettacolo “Chi mi manca sei tu”, di Gaber autore che mi accomuna a mio padre in tutto e per tutto per la genialità, l’ironia pungente, il ‘vederci lungo’ di Dalla che chiamavo fratello. fratello. Ho scelto di interpretare ‘La sera dei miracoli’, canzone da lui definita la più bella".

Rino Gaetano ha avuto un ruolo importante per la sua carriera teatrale.

"E anche nella mia vita. Anch’io come lui, mi sento un giullare di corte che davanti al re dice la verità. Rino mi ha segnato il suo modo di essere, di cantare, la protesta, l’impegno e la leggerezza allo stesso tempo. Il mio amore per lui è nato da un disco regalatomi da mio padre quando ero un adolescente. La scintilla è scoccata li".

Dieci anni di violino, poi il padre che lo mette in guardia sul mondo della musica e sua madre (l’attrice Laura Efrikian) che lo indirizza verso il teatro.

"In teatro riesco ad esprimermi meglio. Lo racconto nello show, mio padre un po’ guardingo verso il mondo dello spettacolo e mia madre che riesce a captare qual è la mia strada. Amo i miei genitori, entrambi mi hanno plasmato in maniera diversa, ma con sostanza".

È vero che vorrebbe vivere in Romagna?

"Adesso mio padre s’arrabbierà perché lui è emiliano, ma è proprio vero. Se dovessi scegliere un posto dove stare per sempre, sarebbe qui in Romagna. Mi piace il modo in cui affrontate la vita. Mi piace anche l’entroterra, si trova pace, magia".

Rosalba Corti