Zanza
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Rimini, 10 febbraio 2016 - Aiuto, ci ‘scippano’ Zanza! Presentazione in pompa magna questa mattina al bar La Cantera di Cesena dell’inedita ‘Zanza App’, un’applicazione per rimorchiare in discoteca ispirata al re riminese delle disco degli anni Settanta, Ottanta e Novanta.

Il primo test sul campo venerdì sera, al teatro Verdi, sempre a Cesena. «Si tratta di un’applicazione tipo Tinder – spiega Erida Rembeci – che si trova già disponibile su Apple Store, gratuitamente, utilizzabile su iPhone e Android».

Titolo della App che si propone di ‘facilitare’ gli intorti sia nelle disco e nei locali pubblici: «Zanza... è guerra al due di picche». Insomma, niente più porte in faccia da parte dell’altro sesso. «Qualunque esso sia – continua la Rembeci –. Nel senso che un uomo può indicare di gradire sia una donna che eventualmente un maschietto. Lo stesso vale per il gentil sesso».

Chissà se questa variante al passo coi tempi sarà gradita al mitico Zanza, al secolo Maurizio Zanfanti. Che era stato invitato dai promotori, ma ha declinato l’invito. Pur ‘benedicendo’ l’iniziativa: «Se è a fin di bene, semplificare gli intorti, mi fa piacere, non c’è nessun problema», sorride Zanza, che si è dichiarato ormai in pensione come playboy, dopo lunga e onorata carriera, iniziata nel 1972 al glorioso Blow Up di Bellariva e poi allo Chic.

Oltre 200 donne sedotte a stagione, negli anni d’oro (c’è chi giura fossero 400, con doppi e tripli turni serali).

Come Tinder, ‘Zanza App’, creata da una società cesenate, funziona con la geolocalizzazione. «Viene attivato in quello specifico locale per quella serata», spiegano i promotori. «Si specificano le caratteristiche della persona che si cerca, dopo aver pubblicato la propria foto, e se scatta la scintilla, il gioco è fatto. La lei o lui è a portata di mano. Vogliamo ridurre al minimo la fase virtuale per passare velocemente a quella reale».