I relatori del forum sulle sfide del turismo con la targa dell'evento (foto Bove)
I relatori del forum sulle sfide del turismo con la targa dell'evento (foto Bove)

Rimini, 18 maggio 2018 - Puoi avere il mare più bello del mondo. Ma senza le infrastrutture e gli strumenti digitali adatti, è sempre più difficile intercettare i turisti. Servono nuove ricette e strategie all’industria dell’ospitalità. Come fare? Dalla necessità di interrogarsi sugli scenari futuri è è nato il forum Le sfide per il turismo tra tradizione e rinnovamento digitale, il convegno organizzato ieri al Fulgor da Quotidiano nazionale - Il Resto del Carlino e UniCredit, con la collaborazione di Apt. Un incontro che ha riempito la sala del cinema felliniano, e che ha visto intervenire rappresentanti delle istituzioni, manager, esperti e protagonisti del turismo.

Ad aprire il convegno, condotto da Paolo Giacomin, il direttore di Quotidiano nazionale e Il Resto del Carlino, è stato il presidente della Regione Stefano Bonaccini. «L’Emilia Romagna è quell territorio unico che offrire le auto più belle del mondo, la Motorvalley e al tempo stesso più di 40 prodotti dell’eccellenza enogastronomica». In questa terra «la vacanza è un’industria vera, che porta economia e ricchezza. Siamo passati dai 45 milioni di presenze turistiche del 2014 ai 57 dello scorso anno». Ma per crescere «dobbiamo migliorare le infrastrutture, essere più collegati». Fisicamente e virtualmente. E allora «entro tre anni la nostra sarà la prima regione digitalizzata in tutti i suoi 331 comuni». Chi fa turismo ha bisogno di questo, e degli adeguati finanziamenti per investire. Ecco perché «abbiamo dedicato al turismo – sottolinea Andrea Burchi, il regional manager di UniCredit per l’area del centro nord – prodotti e servizi specifici. Abbiamo creato nel nostro gruppo una direzione che si occupa di turismo, e con il programma UniCredit 4 tourism abbiamo già destinato 1,8 miliardi alle aziende del settore, di cui 200 milioni a quelle dell’Emilia Romagna (50 i milioni alle imprese romagnole). Vogliamo essere partner di chi fa turismo, e non solo coi prodotti finanziari ma anche con strumenti e servizi».

E’ quello che serve all’industria della vacanza. E’ quello che serve a Rimini, aggiunge il sindaco Andrea Gnassi, perché «con la riqualificazione del lungomare le nostre imprese hanno la necessità di contare su prodotti finanziari adeguati per sostenere gli investimenti e innovare». Investimenti che sono necessari anche per la digitalizzazione, «facendo un’operazione di verità contro i grandi siti di recensioni», contina Gnassi. Ma la Rete reste uno strumento fondamentale. «E noi – osserva Emanuele Burioni, direttore di Apt – da tempo ci siamo mossi per aumentare la digitalizzazione, con buoni risultati. Non a caso il rinnovato sito www.italia.it si baserà proprio su quello che abbiamo sviluppato per l’Emilia Romagna».

E la tassa di soggiorno, sempre che non venga abolita, «può essere – secondo l’esperto di turismo digitale Edoardo Colombo – uno degli strumenti per avere accesso a quanti più dati sui turisti, e fidelizzarli». Una pratica che, in realtà, «è da tempo diffusa fra noi albergatori della Riviera – rivendica Alessandro Giorgetti, presidente regionale di Federalberghi – Una volta segnavamo tutto nelle agendine, ora ci sono altri strumenti». Che sono da cogliere al volo: «Anche chi viene a Casa Artusi, in 9 casi su 10, usa il digitale e poi fa spesso recensioni – osserva Laila Tentoni, vice presidente di Casa Artusi – Il cibo viaggia sempre più sulla Rete».

Ma al turista, che sia «cinese, americano o russo, dobbiamo fornire i mezzi adeguati per raggiungerci – dice il presidente di Airiminum, Laura Fincato – E noi con l’aeroporto stiamo facendo il possibile». Rimini però «ha bisogno di treni ad altra velocità e più voli durante tutto l’anno – conclude Maurizio Ermeti, a capo del forum del Piano strategico di Rimini – Non abbiamo solo il balneare, ma anche la Fiera, i congressi».