Rimini, 12 settembre 2018 - La Procura di Rimini ha deciso di aprire un fascicolo sul pericoloso episodio che ha visto protagonista Romano Fenati domenica scorsa sul circuito di Misano, quando il pilota di Ascoli Piceno durante la gara di Moto2 ha azionato il freno anteriore della moto di  Stefano Manzi, mentre quest’ultimo sfrecciava in rettilineo a 217 chilometri all’ora. Mentre l’annunciato esposto del Codacons contro Fenati per tentato omicidio è già stato inviato agli uffici giudiziari, sebbene non sia ancora materialmente sul tavolo di alcun magistrato, la procura di Rimini va avanti per la sua strada. Elisabetta Melotti, procuratore capo di Rimini, ha deciso di acquisire comunque tutti gli atti e di aprire d’ufficio un’inchiesta.

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Accertamenti, spiegano dalla procura, che sono «doverosi e che andranno a ricostruire con esattezza» quello che è accaduto domenica all’autodromo di Misano. Ragionamenti che non portano ad escludere del tutto che l’ipotesi di reato alla fine anche per la procura possa essere quella di tentato omicidio invece che quella più lieve di tentate lesioni gravi. 

Romano Fenati, prima intervista dopo la follia di Misano
Dove invece sembrano esserci ben pochi dubbi è sulla dinamica del grave gesto che in pochi minuti ha fatto il giro del mondo e reso Fenati in men che non si dica più popolare di quanto avesse mai potuto sperare. Il pilota marchigiano che riuscì a farsi cacciare anche dal team Sky di Valentino Rossi, dopo essere stato licenziato in tronco dal suo team Marinelli Snipers, ieri ha ricevuto anche una mazzata dalla giustizia sportiva. Il pilota di Ascoli è stato infatti sospeso da ogni attività sportiva e federale e gli sono state anche ritirate la tessera e la licenza di velocità, necessarie per correre in moto a livello professionistico.

Per cui potrebbe davvero chiudersi qui e così la breve carriera del pilota di moto. La ferale decisione sportiva arriva dal tribunale della Federazione motociclistica italiana riunitosi per esaminare la richiesta di misure cautelari presentata dal procuratore federale De Girolamo. A Fenati è stata contestata la violazione dell’articolo 1.2 del regolamento di giustizia nei confronti di Manzi e, vista la gravità dei fatti, la richiesta del procuratore federale è stata integralmente accolta dal tribunale sportivo. Fenati e il suo difensore verranno comunque sentiti dal tribunale dopodomani. 
Oltre al suo avvocato, a difendere Fenati è rimasta la madre. Che ha puntato il dito su chi accusa suo figlio di tentato omicidio. «Mio figlio da domenica è sottoposto a un’assurda gogna mediatica e sta ricevendo tanti insulti sui social. Anche chi lo sta minacciando di morte in queste ore sta commettendo un tentato omicidio». C’è andata di mezzo anche la fidanzata del pilota, la quale si sarebbe già presentata dai carabinieri per formalizzare le prime denunce.