Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
26 mag 2022

Cadavere nel bosco in Trentino, identificato grazie ai tatuaggi

Si tratterebbe di un 44enne di Rovigo scomparso dallo scorso anno: avrebbe vissuto per diverso tempo in un rifugio rudimentale. Attesa la conferma dal Dna

26 mag 2022
mario tosatti
Cronaca
il tatuaggio dell'uomo ritrovato senza vita in Val di Fiemme
il tatuaggio dell'uomo ritrovato senza vita in Val di Fiemme
il tatuaggio dell'uomo ritrovato senza vita in Val di Fiemme
il tatuaggio dell'uomo ritrovato senza vita in Val di Fiemme

Rovigo, 26 maggio 2022 - Identificato l’uomo trovato senza vita in Val di Fiemme lo scorso 2 maggio sarebbe della provincia di Rovigo. Si attendono le ultime conferme con il confronto del Dna per la definitiva identificazione, ma dalle prime indiscrezioni parrebbe un 44enne originario del Polesine.

Si tratta di una svolta concreta, quindi, nel merito del mistero sul cadavere rinvenuto in un'area boschiva del Comune di Castello-Molina di Fiemme, in Trentino, lo scorso 2 maggio. I carabinieri avevano diffuso le immagini dei tatuaggi sul braccio dell’uomo, al fine di avere riscontri concreti.

Le stesse foto sono state messe in onda dal programma televisivo ‘Chi l’ha visto?’, tant’è che in seguito alla diffusione sono giunte tante segnalazioni, che hanno suscitato un grande interesse sull’appello.

Tra queste è arrivata quella di un amico che lo ha riconosciuto. I Carabinieri a fronte di questo riscontro hanno raggiunto i familiari, per avere le ultime certezze sul definitivo riconoscimento del cadavere.

Dalle indagini effettuate dai carabinieri è emerso che l'uomo, privo di documenti di riconoscimento, ha vissuto per diverso tempo in un rifugio rudimentale, all'interno del quale è stato trovato anche un block notes con un calendario iniziato il 30 luglio e conclusosi il 4 ottobre 2021.

Il calendario potrebbe essere riconducibile a dei riti di digiuno di epoca celtica correlato ad un percorso di purificazione dell'anima.

I militari dell’arma avevano reso noto che gli accertamenti autoptici avevano fatto risalire la morte a due o tre mesi prima del ritrovamento. Gli unici elementi utili all'identificazione del cadavere, appunto, erano i tre tatuaggi presenti sulle braccia, ritraenti un logo e due scritte non decifrabili.
 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?