Luigi Marangoni indica la buca della caduta
Luigi Marangoni indica la buca della caduta

Rovigo, 19 ottobre 2021 - "Stavo andando con la moto in ambulatorio in via Portello, arrivando dalla circonvallazione ovest, ho fatto la curva e sono finito con la ruota anteriore in una ‘cratere’ lungo un metro e mezzo, largo 70 centimetri e profondo 30". E’ drammatico il racconto di Luigi Marangoni, veterinario con studio lungo la via, che a causa della rovinosa caduta provocata dalla buca, è stato trasportato all’ospedale, riportando ferite guaribili in 30 giorni. E gli poteva andare peggio. Tutta colpa dell’asfalto colabrodo che per diverse settimane ha creato disagi e proteste dei residente della via, prima di essere rattoppato. Per lui, il referto del pronto soccorso parla di rottura del perone e del capitello radiale, 15 punti di sutura in bocca, abrasioni alle braccia e alle ginocchia, tumefazioni in varie parti del corpo.

Adesso, tramite l’avvocato Gianluigi Ceruti ha fatto causa al Comune chiedendo il risarcimento dei danni. "A causa dell’incidente – sottolinea – ho avuto conseguenze sanitarie, disagi e spese. Chiederò un risarcimento morale e materiale, anche la moto ha avuto delle ammaccature, per ripararla ci vorrà sicuramente un migliaio di euro. E in ambulatorio ho dovuto assumere un sostituto perché così conciato non posso esercitare la professione. La cosa che mi fa più rabbia è che la Pec dell’avvocato è partita il 6 ottobre e il giorno dopo gli stradini sono venuti a tappare la buca". L’incidente è accaduto verso le 15 del primo ottobre scorso. Marangoni in sella alla sua moto Guzzi 850, acquistata da 10 giorni, si stava dirigendo nell’ ambulatorio che si trova al numero civico 24 di via Portello. "Non andavo forte – rivela – tenevo una velocità di 30-40 chilometri orari. Arrivando dalla circonvallazione ho fatto la curva nell’unica direzione possibile, quando sono finito nella buca difficilmente evitabile vista la grandezza. La ruota davanti ci è andata dentro, mi sono accorto di avere perso aderenza e sono ruzzolato a terra". Nell’immediato, Marangoni non si è reso conto della gravità delle ferite riportate. "Mi sembrava di non avere qualcosa di rotto, mi faceva male una gamba – ricorda ancora – ho tirato su la moto e sono andato a casa e poi accompagnato da mia moglie, sono andato al pronto soccorso. Mi hanno visitato, fatto le radiografie e la Tac. Adesso porto un gambaletto di gesso che salvo complicazioni dovrò togliermi il 3 novembre". Marangoni è convinto che gli poteva andare peggio. "Ho salvato i denti – commenta – avevo il casco aperto perché ormai ero a 300 metri dall’ambulatorio, avrei potuto farmi molto più male se fossi rimasto sotto la moto pesante due quintali oppure se un’auto mi avesse investito quando ero a terra".