Rovigo, 16 ottobre 2017 - I rodigini? Magnagati? Ma no dai... quelli sono i vicentini. Qui a Rovigo il gatto è diventato il simbolo della città. Al punto da finire sul manifesto dell’Ottobre rodigino, la tradizionale fiera del capoluogo. Stiamo parlando di Rossini, quello che da due anni a questa parte gira per le piazze e i negozi del centro, negli studi dei professionisti i quali fanno a gara per farsi un selfie con lui, quasi fosse una star del cinema o della televisione.

E come tutti i personaggi famosi ha pure una pagina Facebook, nata per raccogliere foto degli avvistamenti del nostro beniamino e informazioni utili per la sua salute. Si chiama Rossini, ma il compositore del Barbiere di Siviglia non c’entra. Il suo nome viene dal colore del pelo, rossastro, e sono stati i cittadini che glielo hanno affibbiato dopo aver preso in simpatia l’animale. Un gatto docile ed affettuoso che ama sicuramente la compagnia. A differenza di altri che prediligono il divano dell’abitazione dei proprietari, lui è uno spirito libero.

Lo troviamo sempre nelle occasioni che contano: dalle manifestazioni di piazza come il XXV Aprile, agli appuntamenti letterari come Rovigoracconta. Scorrazza libero, nessuno lo caccia, tutti gli vogliono bene. Lo vedi ai piedi della Gran Guardia, oppure acciambellato davanti all’Accademia dei Concordi o su una sedia del tribunale. Dorme ovunque, sui libri della Mondadori o sulle bancarelle del mercato. A Natale finisce in mezzo al presepe e sfila sui tappeti rossi del centro come un divo di Hollywood. Va al bar a colazione o all’ora dell’aperitivo. Certo, qualche volta si prende un po’ troppa confidenza e la combina grossa. Un giorno, entrato in municipio per la consueta passeggiata, si è lasciato andare. Forse preso dall’emozione, ha pensato bene di fare pipì sul pavimento del piano nobile, costringendo il personale del palazzo ad aprire tutte le finestre.

Una marachella che si può perdonare all’abitante a quattro zampe diventato ormai l’icona della città. Ha sette anni, è stato salvato dalle strade della Bosnia da una volontaria e poi è arrivato a Rovigo dove ha trovato alloggio prima in una famiglia del centro in via Celio, poi altre lo hanno cominciato ad accudire. Un richiedente asilo, in sostanza, che qui ha trovato il suo habitat naturale. La sua indole gitana lo porta a stare più fuori che in casa. Parafrasando il randagio del celebre cartone animato della Walt Disney 'Gli Aristogatti', che cantava "se tanto me dà tanto godo e me ne vanto d’esse Rossini er mejo dei Rodigini!".

Il colpo di fulmine con questo gatto ha contagiato grandi e piccoli, ci si ferma, si parla con lui come se fossimo tutti degli Alberto Sordi, che nel famosissimo film 'Un americano a Roma', nei panni di Nando Mericoni, viene sorpreso mentre parla al 'gatto mammone'. Lo chiami, lui risponde, si fa prendere in braccio per un po’ e poi se ne va. Lo scrittore Mattia Signorini dice: "Dovremo essere un po’ tutti come Rossini, liberi di andare dove vogliamo senza farci troppe domande".