Giacomo Magaraggia è morto a 34 anni nell’ospedale di Rovigo. Era il 30 ottobre del 2020
Giacomo Magaraggia è morto a 34 anni nell’ospedale di Rovigo. Era il 30 ottobre del 2020

Rovigo, 15 settembre 2021 - Giacomo Magaraggia è morto a 34 anni all’ospedale di Rovigo il 30 ottobre 2020, a poche ore dal ricovero avvenuto nel pomeriggio e consigliato dal medico di famiglia. La vicenda, a Rovigo e non solo, aveva fatto scalpore. Alla base la giovane età del ragazzo, una famiglia conosciuta, la madre Lucia, medico e il padre Roberto, giornalista e uomo cultura sono molto noti in città. Avevano lasciato sconcertati tempi e modi in cui la tragedia si era consumata.

Oggi, a distanza di dieci mesi dalla morte di Giacomo, il papà torna sulla vicenda. E lo fa con una lettera nella quale annuncia di aver fatto un esposto contro i medici. "Dopo dieci mesi di doveroso silenzio – scrive – anche il mio blog è rimasto muto. Ho affrontato quello che può definirsi il dolore più straziante che un genitore possa provare nel corso della propria vita, cioè sopravvivere alla scomparsa di un figlio di 34 anni che godeva di ottima salute. Ora, mi ripresento a voi e, tra poco, riprenderò le pubblicazioni. Lo faccio anche per Giacomo deceduto al Pronto Soccorso di Rovigo, dopo poche ore dal ricovero d’urgenza deciso dal medico di famiglia. Mesi dopo la sua morte, siamo venuti in possesso del referto autoptico dove era contenuta una affermazione diffamante per la nostra famiglia che di fatto ha moltiplicato il dolore già in essere. Ci siamo rivolti ad esperti per verificare le prime oggettive valutazioni del caso, presentando subito un primo esposto penale".

Determinazione, rispetto e responsabilità. Magaraggia continua: "Proseguendo le analisi degli accadimenti quando i dubbi hanno lasciato spazio alla luce dei fatti, che potrebbero riguardare i comportamenti dei sanitari dell’ospedale cittadino, abbiamo deciso di agire avendo riscontrato gravi, se non gravissimi eventi. Perciò abbiamo incaricato i legali affinché intraprendessero azioni di accertamento di responsabilità. La strada maestra è stata quella di rivolgerci all’ordinamento giurisdizionale, che è posto dalla Costituzione a tutela della legalità e della difesa dei diritti di ogni cittadino. Si tratta, ora, di portare alla luce gli eventi, analizzandoli e sterilizzandoli da tutte quelle oscure manovre che possono essere messe in atto, e che ben conosciamo. I morti, si dice, seppelliscono con loro anche eventuali errori o omissioni. Non in questo caso, ve lo assicuro. Sul mio Blog verranno pubblicati tutti, ripeto tutti gli atti processuali".