Pietro Finotello, il fratello della vittima
Pietro Finotello, il fratello della vittima

Porto Viro (Rovigo), 23 febbraio 2021 - Porto Viro sconvolta per la morte di Giovanni Finotello, 57 anni, ucciso a martellate dal figlio Gabriele, 30 anni. Nessuno in paese si sarebbe mai aspettato che sarebbe successa una cosa del genere. Il figlio, operatore socio sanitario agli Istituti Polesani di Ficarolo, viene descritto come un ragazzo tranquillo, timido. Il padre, disoccupato, aveva lavorato in Ecogest.

"A volte litigavano – racconta Pietro Finotello, fratello della vittima –. Non so comunque per quale motivo nascessero questi dissapori. Mio fratello era disoccupato, mentre mio nipote lavora nell’assistenza anziani, nella casa di riposo che si trova a Ficarolo. Gabriele era una persona di buon carattere. Suo fratello, Davide, non andava d’accordo con il padre e se n’è andato. Gabriele era spesso fuori per lavoro, ieri era a casa perché aveva il turno di riposo dopo aver fatto la notte. Se avessi sentito le urla sarei intervenuto per calmarli. Padre e figlio parlavano poco fra di loro. Mio fratello, fino a pochi mesi fa, lavorava all’Ecogest. Nell’ultimo periodo viveva con il sussidio di disoccupazione. E’ stato massacrato, una morte agghiacciante. Mio nipote si è rovinato la vita".

"Siamo vicini di casa da vent’anni – spiega Luca Negri –. Giovanni e Gabriele hanno sempre vissuto in questa casa. Nonostante la vicinanza ci vedevamo poco e ci salutavamo a malapena. Per anni ho lavorato insieme a Giovanni nella raccolta rifiuti. Era una persona tranquilla. Circa 15 anni fa la moglie l’ha lasciato. Padre e figlio abitavano insieme. Gabriele lavorava con gli anziani. Non hanno mai creato problemi. Sono via tutto il giorno per lavoro, non vedevo quasi mai Giovanni". "Gabriele – afferma un amico – frequentava il bar vicino casa. Non sappiamo però quali fossero le dinamiche familiari. Il ragazzo si è sempre comportato bene con tutti. Mai avremmo pensato che sarebbe arrivare a tanto. Stavamo bene in compagnia, ma parlavamo di lavoro non dei rapporti col padre".

"Conoscevo Giovanni fin da quando eravamo giovani – dice un avventore del bar frequentato dalla vittima –. La moglie lo ha lasciato tanto tempo fa e il figlio più giovane se n’è andato con lei. Gabriele era rimasto, ma diceva di voler andarsene di casa. Stava zitto e soffriva in silenzio, è un ragazzo timido. Litigavano come capita a tutti. E’ l’ennesimo bisticcio andato a finire male. Si sente spesso in altri posti, stavolta è accaduto da noi. Forse l’odio tra padre e figlio è cresciuto negli anni: quando i rapporti sono tesi è meglio vivere separati. Nessuno di noi pensava che sarebbe potuta succedere una cosa del genere, soprattutto da un ragazzo come Gabriele". "Profonda tristezza – dichiara Maura Veronese, sindaco di Porto Viro – per questa tragedia che scuote tutta la nostra comunità cittadina. In questo tempo, già così difficile per tutti, un pensiero di vicinanza a tutta la famiglia Finotello".