Mirino, oltre che sugli schiamazzi, anche sui brindisi
Mirino, oltre che sugli schiamazzi, anche sui brindisi

Rovigo, 31 agosto 2019 - «Com’è il quadro? È molto amaro. E mi spiego subito. Ci sono numerosi proprietari di immobili che ormai da anni non riescono a vendere le abitazioni e nemmeno a dare in affitto appartamenti proprio a causa del rumore continuo che la notte arriva dalla strada a causa di alcuni bar», non ha peli sulla lingua l’avvocato Paolo Mercuri, presidente dell’Ape (associazione della proprietà edilizia di confedilizia). È al timone dell’organismo di rappresentanza dei proprietari dal 2000, un’esperienza ormai che sta tagliando il traguardo dei 20 anni.

La situazione è così grave?

«Altroché. Non si tratta nemmeno più di una questione legata al prezzo. Anche se cerchi di abbassare il più possibile il costo della casa non c’è nessuno che ha il coraggio di comprare. E del resto come dare torto a queste persone. Chi vorrebbe andare a vivere con la famiglia in un casa che si trova magari sopra un bar o comunque a poca distanza da un locale? Come si fa a trascorrere le notti, una dietro l’altra, con le finestre chiuse per cercare di difendersi dall’onda dei decibel»

Ci sono zone dove la questione è più scottante?

«Sì, il corso del Popolo ed alcune piazze. I titolari delle agenzie immobiliari che cercano di vendere gli immobili che si trovano in alcune aree della città devono fare i salti mortali. Ma i loro sforzi sono vani. I potenziali acquirenti quando vengono a fare un sopralluogo nella casa e vedono che c’è un bar fanno una veloce retromarcia. Una stretta di mano e la trattativa finisce lì. Tra l’altro questa è una città piccola, tutti sanno quali sono i luoghi diciamo così da evitare per salvaguardare i timpani e la serenità».

Ma ci sono orari ben precisi. A mezzanotte la musica viene spenta altrimenti si rischiano multe sonanti?

«I ritmi che escono dalle casse sono certo l’aspetto più importante. Ma non solo. Il disturbo maggiore spesso deriva dai continui schiamazzi magari prima dei concerti e soprattutto dopo. I clieni, quando anche si spengono le luci, rimangono per ore davanti al bar, in mezzo alla strada. E non chiacchierano tra loro certo a bassa voce. Urla, rumori di bottiglie rotte. C’è un ricco repertorio»

Vi state muovendo per fare pressione al Comune e trovare magari una soluzione?

«Per ora ancora siamo fermi, anche perché è sempre stato quello della movida un tema di difficile soluzione. Certo, ripeto, la situazione è drammatica. Alcuni proprietari che hanno case in quelle zone in pratica hanno buttato al vento migliaia di euro. Che, come detto, non riusciranno a recuperare nemmeno affittando i vani. Puoi abbassare il prezzo fin che vuoi ma non c’è nessuno disposto ad andare ad abitare lì».