E’ stata inaugurata ieri, al parco Tassina, la panchina arancione voluta dal Centro Antiviolenza del Polesine. La cerimonia si è tenuta in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. L’iniziativa, come ha spiegato Erika Alberghini, assessora alle pari opportunità del Comune di Rovigo, ha l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza su questa...

E’ stata inaugurata ieri, al parco Tassina, la panchina arancione voluta dal Centro Antiviolenza del Polesine. La cerimonia si è tenuta in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. L’iniziativa, come ha spiegato Erika Alberghini, assessora alle pari opportunità del Comune di Rovigo, ha l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza su questa tematica. Sulla panchina sono stati scritti i numeri di telefono da chiamare in caso di necessità o di segnalazioni da parte di donne che si ritengono in pericolo. La panchina è stata colorata di arancione, il colore scelto dall’Onu per rappresentare la lotta alla violenza di genere. Si tratta infatti del colore dell’equilibrio interno e della spiritualità, che trasmette un significato di pace. "D’ora in poi – afferma Maria Grazia Avezzù – chi entrerà nel nuovo parco del quartiere Tassina, recentemente realizzato dal Comune, vedrà la panchina arancione. Si tratta di un simbolo architettonico, ben visibile. Un simbolo permanente. Un monito per gli uomini che maltrattano, umiliano e purtroppo spesso uccidono le donne. La violenza colpisce quotidianamente ma, nel nostro territorio, c’è un servizio fondamentale per le donne. Si tratta del centro antiviolenza del Polesine". "Da novembre 2020 a ottobre 2021 – raccontano le operatrici della struttura – si sono rivolte a noi 86 donne, due in più dell’anno scorso. E’ importante ricordare i dati, senza dimenticare che dietro di essi ci sono storie e situazioni complesse. Sedici donne si sono allontanate da casa perché, tra le mura domestiche, era a rischio la loro incolumità. Il centro ha tre sedi operative a Rovigo, Adria e nella cittadina di Lendinara. Durante la pandemia abbiamo aggiunto la possibilità di contattare il centro tramite Whatsapp, pensando alle donne che non riescono a telefonare perché sono tutto il giorno in casa con l’uomo".

Giacomo Capovilla