Restano 33 i casi di West Nile in Polesine fra accertati e sospetti (Foto Donzelli)
Restano 33 i casi di West Nile in Polesine fra accertati e sospetti (Foto Donzelli)

Poto Viro (Rovigo), 12 agosto 2018 - Restano 33 i casi di West Nile in Polesine fra accertati e sospetti. Altre quattro segnalazioni sono giunte l’altro ieri dal bollettino dell’Ulss 5. Tre donne e un uomo le persone contagiate dalla Febbre del Nilo. Villanova del Ghebbo, Bagnolo di Po, Guarda Veneta e Badia Polesine sono i paesi interessati.

"Non è possibile essere rassicuranti su una questione che a detta del direttore generale dell’azienda sanitaria di Rovigo, Antonio Compostella, è diventata endemica. Ormai da oltre 15 anni la West Nile è presente nel nostro territorio e oggi si tratta di un virus per così dire stabile", spiega il sindaco di Porto Viro, Maura Veronese.

Cos'è

E dice che, assieme ai colleghi sindaci dei Comuni limitrofi ha sollecitato l’Asl sull’emergenza per un intervento ulteriore e più efficace; che tutti insieme hanno richiesto un confronto con la Regione. "Sulla materia il Comune ha una competenza "concorrente", visto che delega ad Ulss i servizi sanitari tra cui la prevenzione e disinfestazione – precisa –. Va precisato come quest’anno ci sia stato un maggior impegno di spesa. Rispetto agli ultimi anni, dove venivano stanziati circa 12mila euro l’anno (nel 2016 mi risulta siano stati spesi dalla precedente amministrazione 8mila 500 euro) quest’anno abbiamo impiegato 17mila euro. Sottolineo come gli unici interventi adulticidi allora venivano attivati a Porto Levante, a San Giusto e in occasione di sagre ed eventi quando l’organizzatore ne faceva richiesta".

Il primo cittadino afferma che quest’anno l’amministrazione ha richiesto che gli interventi vengano eseguiti settimanalmente a Porto Levante, San Giusto, per tutte le sagre di quartiere e le manifestazioni in programma, e ogni 15 giorni per ogni area verde del centro abitato. Inoltre che è stato richiesto alla ditta incaricata del servizio, vista la somma impiegata, di eseguire un resoconto delle attività svolte fino ad oggi, per verificare se vi sia margine per eseguire ulteriori interventi.

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"Viste le numerose segnalazioni che  vengono rivolte agli uffici, e complice il naturale allarmismo creatosi a seguito dei nuovi episodi di West Nile nel territorio provinciale, abbiamo provveduto a contattare l’entomologo di cui si avvale l’Ulss assieme alla ditta incaricata del servizio – dice –. Ci è stato confermato che non è possibile fare di più, in quanto passare per le strade spruzzando l’insetticida oltre che inefficace è anche pericoloso per la salute, in quanto le zanzare si rifugiano nelle siepi che spesso si trovano tra le abitazioni o dietro le stesse, quindi in posizione non raggiungibile dalla strada".

Veronese evidenzia che la prevenzione e il corretto comportamento da parte di ciascun cittadino è importante per limitare il proliferare degli insetti. E che l’entomologo ha inoltre specificato come i trattamenti effettuati colpiscano soltanto le zanzare che si rifugiano nel verde e che gravitano nel centro abitato, e che non è efficace con quelle che arrivano al centro abitato all’imbrunire. "Ricordo ancora una volta che è stata emessa una nuova ordinanza comunale perché vengano rispettati i comportamenti basilari per prevenire la proliferazione delle zanzare" conclude.