Rovigo, 1 agosto 2018 - L’osservazione della natura ci ha permesso di capire che, in alternativa all’utilizzo di prodotti chimici più o meno tossici e di sicuro impatto ambientale, è possibile ricorrere a meccanismi di controllo naturali per il contenimento degli insetti. Questi rappresentano la base della lotta biologica, vale a dire l’insieme di tecniche e di sistemi che sfruttano al meglio gli antagonisti naturali degli organismi che possono arrecare danno all’uomo. L’applicazione dei metodi di lotta biologica richiede però una buona conoscenza del parassita, del suo ciclo biologico e di come l’ambiente può influenzare il rapporto tra parassita e antagonista.

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«Da 3 anni moltissimi comuni di Ferrara e Rovigo, compreso il mio di Occhiobello– dice Piermaria Romani – hanno adottato la lotta biologica alle larve delle zanzare al posto della tradizionale campagna disinfestante tradizionale molto più invasiva. Da 2 anni siamo assediati. L’Autan e prodotti similari non funzionano più, i bambini piccoli e gli anziani non possono uscire di sera e con questi caldi è un vero dramma, sono aumentati in zona i casi di west Nile, le famiglie sono infuriate, e i responsabili comunali se la prendono con chi, come me, ha osato dire che forse il bio è da rivedere. Cos’è che non va? Senza particolari istruzioni ogni anno ci danno un flaconcino di larvicida da mettere in gocce, nei tombini e nelle caditoie ogni 4 settimane, senza specificare altro. Ora dopo molte proteste della gente sull’inefficacia del metodo larvicida l’assessore responsabile del comune di Occhiobello dichiara che c’è una recrudescenza delle zanzare culex e le gocce vanno messe anche in ogni sottovaso e in qualsiasi forma di acqua stagnante, perché un sottovaso può inquinare un quartiere, minacciando sanzioni. Io che avevo fatto presente che sarebbe giusto fare un incontro pubblico con la gente, con quelli del bio e quelli che vendono prodotti disinfestanti tradizionali, dico che anche la storia di minacciare sanzioni attraverso l’esame dei sottovaso è assurda perchè quanto costa mandare qualcuno a prelevare l’acqua, farla analizzare etc etc se la multa è di 50 euro al massimo? L’assessore Diegoli me lo dimostra mandandomi quattro persone a casa. Io sono via in ferie, ho 3 tombini e guarda caso proprio prima di partire per sicurezza, non eran passate 4 settimane, ho rimesso le gocce.Quella che abita sopra di me, comproprietaria dei 3 tombini mi dice ieri quando son tornato che han trovato le larve in un tombino. E qui la cosa si fa interessante, perchè io il larvicida l’ho messo in tutti e tre i tombini e quindi o han voluto fregarni o la cosa non funziona. Poi si è detto che forse aveva piovuto, ma allora perchè non tutti e tre i tombini avevano le larve? E tra l’altro se tutta questa campagna di disinfestazione è basata sulla capillarità dell’intervento delle persone, perchè non è stata fatta una corretta informazione?».