L'eurodeputato Paolo De Castro
L'eurodeputato Paolo De Castro

Veneto, 28 ottobre 2021 - Cartografie del XVI secolo per provare al Parlamento europeo che la denominazione 'Prosecco' è tutta e solo Italiana, anche con eventuali 'traduzioni'. Presentata oggi un'interrogazione in Commissione Agricoltura per fare valere le ragioni nazionali e, in particolare, del Veneto, contro la denominazione 'Prosek' con cui la Croazia vuole ottenere la tutela del proprio vino. L'Italia ha calato oggi il proprio asso nella manica per evitare l'ennesimo caso di sfruttamento dell''italian sounding', ovvero una pronuncia che sembra essere solo la traduzione di prodotti made in Italy conosciuti in tutto il mondo, come appunto il 'prosecco', mentre invece si vende altro.
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"Continuiamo a lavorare sulla base di evidenze concrete per scongiurare che la denominazione protetta Prosecco, una delle più emblematiche a livello Ue, diventi oggetto di imitazioni e abusi, in particolare nell'Unione europea". Così Paolo De Castro, coordinatore del Gruppo S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, nell'annunciare una interrogazione prioritaria presentata oggi al commissario all'Agricoltura Ue, Janusz Wojciechowski con cui denuncia il "paradosso" del Prosek voluto dalla Croazia. 
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Nella cartografia austro ungarica del XVI 'Prosek' è il nome del paesino triestino

Fosse ammesso, avverte De Castro, "il nome di un luogo determinato che designa una Dop, come il paese di Prosecco, rischia di essere utilizzato come menzione tradizionale per un prodotto che nulla ha a che vedere con tale luogo". 
Peraltro ricorda De Castro l'Unione, già nel 2009, ha registrato la Dop Prosecco "riconoscendo che i primi documenti in cui viene citato, risalgono al 1600 e parlano di un vino bianco che ha origine in particolare nel territorio del paese di Prosecco, in provincia di Trieste. Ma non è tutto: esistono infatti cartografie ufficiali, risalenti al XVI secolo, dove il paese di Prosecco veniva chiamato Prosek nell'allora amministrazione dell'impero austro-ungarico, confermando come 'Prosek' altro non sia che la traduzione di 'Prosecco'". 
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Da qui la richiesta di chiarimento rivolta dall'eurodeputato italiano al commissario Ue: "E' a conoscenza di questi elementi? Ha valutato se non creino confusione nel consumatore, prima di pubblicare nella Gazzetta ufficiale Ue la domanda di protezione della menzione tradizionale Prosek?". E, aggiunge nell'interrogazione, "come intende garantire la corretta applicazione della legislazione Ue da parte degli Stati membri, rafforzando il rispetto del diritto comunitario in materia di Indicazioni geografiche?". 
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