Fiera
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Bibione (Venezia), 8 ottobre 2021 – Accusati per il presunto racket delle sagre del litorale veneto, otto dei nove arrestati sono stati scarcerati dal tribunale del riesame di Trieste. Solo una persona, ritenuta a capo dell’organizzazione, rimarrà in carcere: è stato escluso dal riesame del provvedimento perché non ha presentato nessun ricorso contro l’arresto di un mese fa. È l’ultimo episodio dell’indagine della direzione antimafia su presunte intimidazioni sugli ambulanti di diverse fiere, tra cui la più gettonata: la manifestazione estiva “I Giovedì del Lido del Sole” di Bibione.

I nove sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Lo scopo, secondo il gip, era quello di riuscire a ottenere "un diretto controllo delle attività economiche e condizionare così il libero mercato e lo sviluppo economico e sociale della rinomata località' turistica”. Particolarmente significativi alcuni episodi in cui sarebbero state organizzate spedizioni punitive con armi nei confronti di chi non sottostava alla egemonia imposta dal capo del gruppo criminale, fatti che hanno coinvolto anche altre manifestazioni fieristiche del litorale friulano-veneto. Un castello accusatorio smontato in buana parte dal tribunale del riesame di Trieste. Secondo i giudici che hanno riesaminato il caso, infatti, solo un paio di episodi – sui nove contestati dal pm – valgono la misura cautelare. Contestata anche la gravità dei fatti: nessun metodo mafioso, ma solo violenza privata. Le motivazioni della sentenza sono attese per la prossima settimana, intanto il capo dell’organizzazione passa agli arresti domiciliari.