Ancona, 16 marzo 2017 - Altre due case squillo sono state smantellate al Piano dagli agenti della polizia locale di Ancona: in una si prostituiva una donna cinese di 42 anni, nell’altra una bellissima romena di appena 20 anni. L’ultimo blitz degli uomini guidati dal maggiore Marco Caglioti è scattato sabato scorso in via Scrima, dove dalla scorsa estate i residenti segnalavano un sospetto via vai di persone a tutte le ore. Ad aprire la porta di casa, una squillo con gli occhi a mandorla, in completino sexy.

Dalla perquisizione sono spuntati fuori anche sex toys, lubrificanti, preservativi, insomma tutto l’armamentario della professionista del sesso. Le indagini della polizia locale hanno permesso di scoprire che la 42enne era stata espulsa dal prefetto di Pesaro e anche per questo la donna non aveva firmato il contratto d’affitto dell’appartamento anconetano, che era invece intestato a un suo connazionale di 40 anni per 500 euro al mese. L’uomo, che ha stipulato contratti d’affitto analoghi in tutta Italia, è stato denunciato per favoreggiamento della prostituzione.

Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, anche un’altra donna era coinvolta nel giro a luci rosse: la cinese non parlava l’italiano e a rispondere alle chiamate dei clienti era un’altra, ancora da identificare. L’altra alcova del Piano era stata scoperta due mesi fa in via Cristoforo Colombo: l’intestatario del contratto d’affitto era lo stesso romeno coinvolto nel favoreggiamento della prostituzione di Pietralacroce, mentre la ragazza che si prostituiva sarebbe stata a suo dire la sua fidanzata. Gli agenti hanno però ricostruito il giro d’affari della squillo romena, davvero avvenente, e per il giovane è scattata la seconda denuncia.

Proprio ieri il giudice Paolo Giombetti aveva condannato a due anni di reclusione la tenutaria cinese di un altro appartamento a luci rosse del Piano, che si trovava in questo caso in via Macerata ed era stato smantellato nell’aprile 2011. I clienti venivano attirati con un annuncio su un sito di incontri che promuoveva l’attività di una giapponesina di 22 anni. In realtà a ricevere i clienti era una cinese all’epoca 38enne, clandestina, che proponeva rapporti singoli per 50 euro, mentre per 100 euro si poteva consumare sesso a tre con la maitresse, che viveva nell’alloggio. La donna era stata inchiodata da un agente, che si era presentato come cliente. La perquisizione aveva permesso di scoprire che le quattro stanze erano dedicate in parte a consumare i rapporti con i clienti, in parte alla stessa tenutaria e alle sue ‘dipendenti’.

al.pa.