Ancona, 11 ottobre 2017 - «Mariya ti voglio tanto bene, non vedo l’ora abbracciarti, di baciarti. Torna a casa, fa sapere qualcosa». E’ l’appello composto ma accorato di Ljuba la mamma di Mariya Iskra la 19enne di origini ucraine (Leopoli la sua città d’origine ma da 9 anni a Cupramontana) che domenica pomeriggio è uscita di casa senza telefonino, soldi, né documenti e facendo perdere ogni traccia di sé.

Ieri mattina l’appello a «Chi l’ha visto?».  Accanto il suo datore di lavoro Otello Dottori che ospita entrambe nella sua casa alle porte del centro. Mariya manca dalle 16 di domenica, quasi due giorni e mezzo. Da lunedì mattina carabinieri e protezione civile battono ogni angolo di campagna attorno alla Capitale del Verdicchio, mentre si cercano tracce anche dal telefonino di Mariya che dopo la maturità all’istituto tecnico Cuppari si trova davanti al bivio: lavoro o università.

I militari ma anche la famiglia Dottori ieri mattina hanno cercato a San Benedetto perchè Mariya lì ha un’amica e i Dottori hanno una casa. Una segnalazione giunta ai carabinieri lunedì parlava di San Benedetto e il telefonino avrebbe lasciato tracce di una ricerca di un treno per la città costiera del Sud delle Marche. Ma lì come nella piccola Cupramontana di lei non sembra esserci traccia.

«Se qualcuno vede questa ragazza che gira – continua la mamma -, la porti in un posto sicuro, dai carabinieri. Non lasciatela andare via. E’ miope, porta le lenti a contatto e non può sopportarle più di 24 ore. Senza non so quanto può riconoscere intorno a sè. Ha problemi con la vista, aiutatela».

Già perché a casa Mariya ha lasciato anche gli occhiali. Qualcuno l’avrebbe vista fare l’autostop domenica stessa e salire a bordo di un’auto. Una testimonianza che potrebbe essere decisiva. «Potrebbe significare che non ha compiuto un gesto estremo – ipotizza il sindaco Luigi Cerioni molto vicino in queste ore a Ljuba e alla famiglia – ma potrebbe anche essere capitata al momento sbagliato nel posto sbagliato. Sono passate molte ore siamo seriamente preoccupati».

«Domenica siamo state a pranzo fuori a Staffolo – ricostruisce l’accaduto la mamma accanto ad Otello - siamo rientrate verso le tre e mezzo. Tutto andava bene, mia figlia voleva fare due passi per prendere un po’ d’aria. E’ uscita prima di me e io l’ho persa di vista, è andata verso la città. Capita che non prenda il cellulare, ma i soldi e i documenti no. Già prima della maturità era preoccupata per i suo futuro, incerta se lavorare o continuare a studiare. Ne avevamo parlato e domenica diceva di voler fare l’università. Io sono d’accordo. E’ una sua scelta». «Voglio bene a Mariya come a una nipote – aggiunge in lacrime Otello - La conosco da 9 anni l’ho vista crescere. Ha una grande apprensione per lo studio ma noi non forziamo nulla. E’ molto intelligente e pratica».