Falconara (Ancona), 24 dicembre 2017 - E’ la diocesi di Ancona-Osimo che, con una nota, ripercorre il cammino di monsignor Leonida Fabietti, che è stato anche tra i fondatori del centro di accoglienza per senzatetto La Tenda di Abramo. Era nato a Polverigi il 5 marzo del 1930 ed era stato ordinato sacerdote il 17 luglio del 1955. Don Leo aveva iniziato la sua attività pastorale a Sirolo, poi Monsignor Egidio Bignamini lo aveva chiamato come vice parroco a Falconara, nell’unica parrocchia Marina di Falconara, guidata fin dal 1948 da monsignor Bernardo Baldoni.

Don Leo si era distinto subito per la sua dinamicità, per la sua attività pastorale che non conosceva riposi e soste. Aveva iniziato subito a chiamare i numerosi ragazzi e giovani della Giac (Gioventù italiana di azione cattolica), li aveva invogliati nelle attività sportive, soprattutto nel calcio, ma anche nella pallavolo e nella pallacanestro.

Nell’estate del 1960 don Leo incominciò a preparare i dirigenti dell’Azione Cattolica mandandoli ai campi scuola di san Liberato e di Capodarco. Nel 1963 fondò il primo gruppo di scout falconarese: il gruppo Falconara I. A lui non interessavano solo i giovani, diciamo così, che facevano parte dei gruppi parrocchiali, ma tutti i giovani tanto che organizzava campi scuola estivi sulle Alpi bergamasche per tutti.

Per lui era importante farli innamorare di Cristo, ma anche della natura e della montagna. Natura e montagna sono stati una costante educativa per tutta la sua vita, per lui scalare una montagna significava una messa alla prova delle proprie forze e una lotta con se stessi per conquistare vette spirituali sempre più elevate ed esigenti.

Definiva la vita una avventura collettiva alla scoperta continua delle meraviglie del creato, da rispettare e da godere. Lui era convinto che attraverso lo sport un giovane impara a rispettare le regole, ad essere solidale con la propria squadra e leale verso gli avversari. In poche parole, lui diceva che attraverso lo sport si diventa adulti. Parroco dal 1964 al 2013, per quasi cinquant’anni è stato un punto di riferimento importante per i falconaresi, avendo vissuto quella parte di storia partita dalla ricostruzione, passata per il boom economico ed approdata alla crisi scoppiata qualche anno fa.

Ha visto crescere tante generazioni di falconaresi che gli riconoscono un grande carisma. Nel settembre del 2008, Papa Benedetto XVI lo aveva nominato Cappellano di Sua Santità, onorificenza che gli era valso il titolo di Monsignore: l’aveva accettata con un sorriso ed all’allora arcivescovo Menichelli che glielo comunicò disse: «Non pensare che io mi metta la veste filettata». Questo era Don Leo.