Ancona, 4 novembre 2017 - La piazzetta in cui vivono Giuseppe e Simone Santoleri, marito e figlio della donna scomparsa da Ancona il 9 ottobre, è un via vai di mezzi dei carabinieri e troupe televisive già dalle prime ore del mattino. La quiete dello slargo alla periferia di Giulianova, utilizzato più che altro come parcheggio, è stata sconvolta da quando Renata Rapposelli ha fatto perdere le sue tracce e soprattutto da quando si è sparsa la notizia emersa nella notte.

Ovvero che i Santoleri sono indagati per omicidio e occultamento di cadavere. Mentre i Ris, nella ‘classica’ tuta integrale di tessuto bianco, si muovono come alieni sul pianerottolo dell’abitazione, i vicini di casa dei due indagati osservano incuriositi la scena. Sono le 13 in punto quando arriva il Fiat Ducato di colore blu scuro. La scritta sulla fiancata è inequivocabile: ‘Reparto investigazioni scientifiche’.

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Al suo arrivo i cameraman scattano come molle, mentre i pochi residenti e i clienti della palestra Blufitness, che ha sede a pochi metri dalla casa di Giuseppe e Simone, tirano fuori i telefonini. A scortare il reparto speciale c’è un’altra auto dell’Arma, della caserma di Giulianova. I militari chiedono ai curiosi di fare spazio e sgombrano le scale che conducono al portone di ingresso. Nel frattempo i Ris si preparano e iniziano a scaricare i bauli con le apparecchiature che utilizzeranno all’interno dell’appartamento.

Per qualche minuto si muovono rapidi su e giù per gli scalini, poi, una volta preparati gli strumenti, iniziano i rilievi al primo piano della palazzina. Dal parcheggio, dove si trova la piccola folla di curiosi, non si vede nulla di quando sta accadendo, ma l’inedito pubblico non molla e rimane con il naso all’insù per circa 4 ore, fino a quando, cioè, il sopralluogo non si è concluso. Di Renata Rapposelli, però, non si è trovata alcuna traccia e le uniche speranze sono riposte nei rilievi biologici che saranno approfonditi e comparati nei prossimi giorni.

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Le tracce, in realtà, non c’erano nemmeno di suo marito e suo figlio. A rappresentarli, solo l’avvocato Gianluca Carradori, che ha seguito i tecnici all’interno dell’appartamento messo sotto sequestro dalla Procura di Ancona insieme alla Fiat 600 che sarebbe stata utilizzata da Giuseppe Santoleri per accompagnare Renata nelle marche dopo i litigi della mattina del 9 ottobre a Giulianova. Giuseppe e Simone Santoleri nella giornata di giovedì erano stati sentiti fino a tardi dai carabinieri di Ancona e avevano fatto ritorno in Abruzzo alle 5.30, trovando, tuttavia, la casa sigillata per via del provvedimento del pm Andrea Laurino. Dopo una sistemazione provvisoria nello studio dell’avvocato Carradori si sono rifugiati in un bed and breakfast della riviera abruzzese.