Ancona, 3 settembre 2017 - Poter scendere nel ventre di Ancona non è una novità. Lo sanno bene quelli che finora hanno partecipato alle visite guidate negli spazi sotterranei che si trovano dietro la fontana del Calamo (più nota come le Tredici Cannelle) e sotto piazza Stamira (e piazza Pertini). L’iniziativa è ripresa in tempi recenti, dopo aver avuto una prima fase «esplorativa» circa dieci anni fa. Il successo è stato subito notevole.

E’ Ancona Sotterranea, l’associazione che si occupa delle visite guidate, a tracciare un primo bilancio dell’attività svolta in questa prima fase a carattere sperimentale: da gennaio ad agosto sono stati accompagnati sotto la città 867 visitatori, ai quali sono da aggiungere una cinquantina di ospiti selezionati come blogger, giornalisti o rappresentanti di organizzazioni di promozione turistica.

Come sottolinea Andrea Gagliardini, responsabile di Ancona sotterranea, «non abbiamo mai percepito disinteresse da parte dei visitatori, che al contrario hanno sempre dimostrato un attento interesse e meraviglia per quello che la nostra città nasconde nel suo sottosuolo, sia per interesse storico che per puro spirito di avventura».

I percorsi visitabili sono due. Il primo riguarda la cisterna del Calamo (ingresso in via Zappata), dove è anche allestita la mostra fotografica permanente nella quale i visitatori possono ricevere tutte le informazioni del caso sia dal punto di vista storico che planimetrico riguardante tutti gli ipogei che interessano Ancona e le zone limitrofe. Il secondo è quello delle cisterne di piazza Stamira, che invece rappresentano la parte avventurosa e propriamente speleologica della visita. In confronto ai cunicoli degli altri percorsi qui gli spazi sono davvero enormi: undici vasche collegate fra loro da una serie di archi ribassati, in fondo alle quali c’è la ‘sorgente’ di acqua limpida.

Il progetto prevede poi una terza fase, con l’apertura al pubblico degli spazi sotterranei che si trovano nella zona di via Trento. Qui c’è forse il punto più affascinante dell’itinerario, la cisterna soprannominata ‘la chioccia’, su cui convergono cinque cunicoli (definiti i suoi ‘pulcini’). Il sito è stato aperto una decina di anni fa solo per gli addetti ai lavori. Ma entro il 2018 si conta di aggiungerlo agli altri itinerari, rendendo così ancora più ricca la visita all’Ancona di sotto.