Ascoli Piceno, 8 novembre 2017 - Se la cava con duecento euro di ammenda la signora P.M., che il 26 agosto del 2015 ebbe un acceso alterco con un agente della polizia municipale, con tanto di insulti sfociati in una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. L’ingiuria poteva costare ben più cara alla donna, che rischiava una multa variabile tra i 258 e i 2.582 euro. Una litigata, insomma, che poteva costare molto cara alla donna, evidentemente troppo alterata nel suo litigio, tanto da arrivare a insultare l’agente di polizia municipale con cui ha avuto a che fare ormai due anni fa.

L’inevitabile denuncia del vigile arrivò alla procura di Ascoli il 6 ottobre del 2015 e, inevitabilmente, si aprì un fascicolo sulla faccenda. Prima di arrivare in sede di giudizio, però, viene sempre data la possibilità all’accusato di riparare il danno, in accordo con la parte lesa, in questo caso rappresentata dal Comune di San Benedetto, cioè dall’ente di appartenenza dell’agente vilipeso.

Un modo per evitare lungaggini giudiziarie e per mettere una pietra sopra una faccenda senza dubbio spiacevole, ma di entità comunque lieve: un litigio in mezzo alla strada tra una cittadina e un vigile urbano, uno screzio dai toni sin troppo accesi, ma comunque un fatto di scarsa gravità, riparabile con una piccola somma di risarcimento per le ingiurie patite dall’agente e dal Comune che rappresenta. È così che nell’ultima riunione della giunta, il sindaco e gli assessori hanno deciso di «prendere atto della volontà» di P. M. e dunque di accettare, a titolo di riparazione del danno, la somma di 200 euro che finirà in bilancio al capitolo «Rimborsi e recuperi diversi».