San Benedetto del Tronto (Ascoli), 13 agosto 2017 - Un 33enne sambenedettese, colpevole d’aver compiuto atti persecutori, è stato raggiunto da un provvedimento che gli impedisce di avvicinarsi a una donna di 36 anni di Roseto degli Abruzzi che aveva deciso di interrompere la relazione sentimentale.

Gli agenti del commissariato di Atri, con la collaborazione degli uomini del commissariato di San Benedetto, hanno dato esecuzione all’ordinanza di divieto emessa dal Tribunale di Teramo nei confronti del sambenedettese, colpevole d’aver perseguitato per mesi la giovane donna di Roseto, aggredendola in più occasioni anche davanti agli amici e minacciando o malmenando anche questi ultimi quando hanno cercato di introdursi nelle loro discussioni.

La relazione sentimentale fra i due era iniziata 5 anni fa ma, a causa del carattere aggressivo e violento del sambenedettese e della sua soffocante gelosia, la donna aveva deciso di lasciarlo nel mese di aprile scorso. L’uomo, però, non si era rassegnato all’idea di perderla, aveva cominciato a subissarla di telefonate e sms, insultandola e a volte anche minacciandola e, in alcune circostanze l’aveva anche strattonata e picchiata, costringendola alle cure del pronto soccorso. In un crescendo di comportamenti ossessivi, l’uomo l’aveva anche aspettata sotto casa e anche davanti ai ristoranti dove la donna si recava con gli amici, aggredendola dopo l’ennesimo rifiuto di riallacciare la relazione.

Nel giugno scorso, addirittura, l’aveva aspettata davanti ad uno stabilimento balneare di Roseto e non riuscendo a parlare con la donna, il 33enne aveva minacciato gli amici che si trovavano con lei. Nei primi di luglio, invece, mentre la donna si trovava a Grottammare, l’uomo aveva minacciato e aggredito un suo amico. Episodio che è stato denunciato al commissariato di Atri i cui agenti hanno avviato le indagini, coordinate dalla Procura di Teramo e al termine delle quali il Gip, dati i gravi indizi di colpevolezza e il fondato timore per l’incolumità personale della vittima, ha emesso il provvedimento di divieto di avvicinamento per una distanza di 500 metri dalla donna e da uno degli amici di quest’utima, in qualunque luogo d’Italia, nonché dall’abitazione e dal luogo di lavoro della vittima, con la prescrizione per l’indagato di non comunicare attraverso qualsiasi mezzo con la donna.

ma. ie.