Arquata del Tronto (Ascoli), 14 marzo 2017 - Tanto tuonò che alla fine piovve. Sono arrivate ieri, dopo un’attesa durata quasi sette mesi, le prime casette a Pescara, la frazione di Arquata letteralmente devastata dal terremoto del 24 agosto. Con un notevole ritardo rispetto ai tempi previsti inizialmente, infatti, ieri mattina è cominciato l’allestimento dei primi 26 moduli abitativi dei 210 complessivi destinati proprio al territorio arquatano.

Quelle di Pescara, comunque, sono anche le prime casette arrivate nelle Marche e entro la fine del mese dovrebbero terminare i lavori, per consentire alla popolazione di tornare finalmente in paese già nei primi giorni di aprile. O, per lo meno, questo è l’obiettivo della giunta comunale. «Ci dispiace che ci sia stato un po’ di ritardo, ma non è dipeso dall’amministrazione bensì dalla burocrazia italiana che è troppo lenta – ha spiegato ieri il vicesindaco di Arquata, Michele Franchi –. Adesso continuiamo a lavorare perché non vogliamo più perdere tempo e contiamo di far rientrare tutti nel nostro territorio entro luglio. Già ad aprile, invece, ci saranno i primi rientri a Pescara, a meno che non si verifichino degli intoppi che vorremmo scongiurare».

I lavori stanno procedendo anche a Borgo, con l’intervento di urbanizzazione avviato giovedì scorso dalla ditta Sabatini di Maltignano. Qui saranno 56 le casette che verranno montate nel corso delle prossime settimane. Le restanti 128 casette richieste, invece, saranno allestite nelle altre aree individuate nel paese, ovvero Spelonga, Faete, Pretare, Borgo 2 (in sostituzione di Capodacqua) e Piedilama. «In queste altre cinque aree devono ancora essere assegnati i lavori – ha proseguito Michele Franchi – ma ciò dovrebbe avvenire a breve. Probabilmente alcuni interventi saranno appaltati già nei prossimi giorni. Siamo fiduciosi e speriamo di rivedere al più presto Arquata piena di gente per metterci alle spalle questi mesi difficili che abbiamo vissuto e dai quali vogliamo certamente risollevarci». Tornando a Pescara, infine, sempre ieri è terminata anche la realizzazione della barriera, composta da new jersey, che separerà l’area delle casette dalla strada Salaria. «Abbiamo deciso di installare questa sorta di guard rail – ha concluso Franchi – per migliorare la sicurezza di questa zona e di quanti occuperanno le casette».