Bologna, 11 agosto 2017 -  A Bologna è il momento dell'ira di categorie professionali ed associazioni per l'offerta a Làbas di un posto alla Staveco dopo lo sgombero della ex caserma Masini occupata. E' il caso di Angsa, l'associazione genitori dei soggetti autistici. "Con tutto il rispetto per il volontariato dei ragazzi di Làbas aspettiamo da anni una sede. Evidentemente dovevamo occupare qualche immobile", sbottano in una nota.

"Siamo già più di 200 associati In questi anni abbiamo avuto promesse non mantenute, patti disattesi e proposte indecenti. Nell'ultimo anno si stanno interessando (e ringraziamo) consiglieri ed assessori ma i tempi burocratici sono lunghi", spiega la presidente dell'associazione, Marialba Corona. Negli ultimi anni "purtroppo le diagnosi stanno aumentando e anche noi aumentiamo di settimana in settimana", insomma il tema della sede "sta diventando urgente".

Non tarda ad arrivare la risposta del Comune, è lo stesso assessore al Welfare Luca Rizzo Nervo a rassicurare Angsa: "Non voglio entrare nella discussione su Làbas, ma io personalmente ho cercato e trovato sede per Angsa, in un appartamento all'interno del patrimonio del Comune che si è recentemente reso disponibile in via San Vitale", ricorda. In quello spazio, sottolinea, "è stato fatto un sopralluogo dalla presidente di Angsa" e la futura sede "ha trovato, come mi ha personalmente detto, il suo gradimento". "Riconoscendo il valore delle attività che Angsa svolge- conclude Rizzo Nervo- stiamo definendo le procedure amministrative per una assegnazione all'associazione senza bando, ma con una convenzione diretta 'istituzionale' come avviene in altri casi in cui si riconosce il servizio che la realà associativa svolge".

LEGA - Torna ad attaccare frontalmente il sindaco Virginio Merola la Lega nord, secondo la quale il primo cittadino è "completamente ostaggio dei collettivi". "Ogni sua decisione- sostiene il commissario bolognese del Carroccio, Carlo Piastra- viene presa in maniera istintiva, senza mai una piena considerazione delle esigenze della comunità e delle categorie professionali. Non si spiegherebbe altrimenti la decisione di 'regalare' l'ex Staveco ad un collettivo sgomberato in circostanze che sappiamo, nei giorni scorsi".

Anche la Lega sostiene l'ipotesi di creare alla Staveco una cittadella giudiziaria, "messa incredibilmente da parte soltanto perché un collettivo alza come solito la voce". Il sindaco secondo Piastra "si dimostra ogni giorno più inadeguato ad affrontare i problemi della città". La Lega esprime quindi "vicinanza" alle "categorie professionali coinvolte e agli operatori di giustizia, per il disagio arrecato da Merola con le sue scelte".

Come noto, l’ex Staveco da tempo è la soluzione preferita soprattutto dagli avvocati, ma anche dai magistrati, per il trasferimento del Tribunale visto che l’attuale sede di Palazzo Pizzardi è troppo piccola. Nei mesi scorsi il Demanio aveva proposto l’ex Stamoto al Fossolo, ma proprio il Comune aveva stoppato il progetto e creato un tavolo tecnico per trovare una collocazione più idonea. Fra le toghe era perciò nata la speranza che finalmente si prendesse in considerazione l’ex Staveco, un’area in posizione strategica rispetto alla cittadella della giustizia compresa fra via D’Azeglio, via Farini, via Garibaldi e piazza dei Tribunali. Invece ecco la doccia fredda da parte del tribunale. 

SINISTRA ITALIANA - Aperture "tardive e vaghe" quelle di Merola e Lepore, ma comunque un "passo avanti". Sinistra Italiana promuove invece, sia pure con riserva, sindaco e assessore, autori della proposta che potrebbe portare Làbas all'ex Staveco.