Bologna, 10 novembre 2017 - "Quello che ci ha fatto più male è il commento del parroco don Guidotti: lo andrò ad incontrare e gli dirò qual è la mia idea di un comportamento cristiano, molto diversa dalla sua. Mia figlia è stata vittima e va difesa, non solo da un prete. La colpa è di chi stupra, non di chi ne è vittima". E' un fiume in piena la madre della ragazza di 17 anni che sarebbe stata abusata da un magrebino su un vagone del treno al termine di una serata a base d'alcol in zona universitaria, a Bologna, lo scorso 3 novembre. 

Nel mirino della donna, il commento del prete, don Lorenzo Guidotti, 51 anni, parroco di San Domenico Savio a Bologna: nel suo post choc su Facebook (a cui dopo sono seguite le scuse e l'ira della Curia), aveva scritto: "Ti sei sballata, nessuna pietà".  "Mia figlia - ha detto ancora la madre conversando con l'Ansa - ha subito una violenza in un attimo di grande difficoltà. A questo oltraggio si è aggiunto il commento di uno stormo di sciacalli".
E poi: "Alla gente, alla stampa, chiediamo: fermatevi. Abbiamo letto sulla nostra tragedia tante inesattezze e tanti giudizi trancianti che ci feriscono, quando nessuno, tranne noi, sa che cos'è successo. Siamo una famiglia di forti valori".

Nel frattempo don Guidotti non è più su Facebook. Il profilo del sacerdote bolognese non risulta più accessibile. La pagina del social network, che pubblicava contenuti visibili solo agli 'amici', ora non è più disponibile neppure per loro: probabilmente è stato lo stesso prete a chiuderlo. 

LE REAZIONI - Merola e Giovanardi - Salvini

LE INDAGINI - Le telecamere inquadrano il bruto, ma il volto non si vede

POSTGC_OBJ_FOTO_26695649