Marotta (Pesaro Urbino), 4 novembre 2017 - Ha rubato la borsa ad una mamma e se l’è data a gambe. Nell’arco di 15 minuti, grazie al tempestivo allarme lanciato da una testimone, i carabinieri riescono ad in intercettarlo e ad arrestarlo in flagranza per furto aggravato e lo trattengono in cella di sicurezza; ma il giorno dopo l’arresto non ottiene la convalida.

E’ successo a Marotta. Nel primo pomeriggio di ieri al parco pubblico di via Delle Regioni una donna è intenta a badare ad un bambino di 3 anni. Dovendo sollevare il piccolo, appoggia momentaneamente la borsa che teneva al braccio su una panchina. Ad un certo punto avverte la presenza di un uomo che non la convince affatto. Lo segue con lo sguardo, finché non lo perde di vista per un attimo quando, all’improvviso, le riappare alle spalle e con un gesto fulmineo afferra la borsa e scappa. La donna inizia a corrergli dietro urlando, ma preoccupata per il bambino lasciato solo, dopo pochi metri interrompe l’inseguimento.

Nel frattempo l’uomo incrocia una signora in bicicletta che per lo spavento a momenti non rovina a terra. Contemporaneamente una terza donna avverte i carabinieri, che dalla vicina caserma, comandata dal luogotenente Giuseppe Zocchi, in pochi secondi raggiungono il parco. Raccolta brevemente la descrizione sul malvivente, i militari si mettono subito alla ricerca e raggiunta la stazione ferroviaria individuano un soggetto che per corporatura e abbigliamento ricorda quello descritto.

Portato in caserma, il tipo viene immediatamente riconosciuto sia dalla vittima del furto che dalla donna con la bicicletta. Nel frattempo, la borsetta veniva ritrovata sulla via di fuga da un passante e restituita al legittimo proprietario, mentre manca tutt’ora all’appello il portafogli, probabilmente nascosto o abbandonato dall’uomo durante la fuga.

A quel punto A. C., 37enne rumeno senza fissa dimora ma domiciliato da anni a Fano, già noto alle forze di polizia, viene tratto in arresto in flagranza di reato per furto aggravato e trattenuto nelle celle di sicurezza fino a stamattina, quando in sede di convalida il giudice non ha ravvisato la sussistenza della flagranza di reato, richiamando la sentenza della Corte di Cassazione che prescrive che “non può procedersi all’arresto in flagranza sulla base di informazioni della vittima o di terzi fornite nella immediatezza del fatto”, ma solo nei confronti di “chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima”. Per questo, il giudice non ha convalidato l’arresto, sottoponendo comunque A.C., in attesa del processo, all’obbligo della presentazione tre giorni alla settimana alla caserma dei carabinieri di Trecastelli (An), dove l’uomo ha detto di domiciliare ospite di un amico.