Fano, 13 luglio 2017 - Resta in carcere il marocchino 43enne accusato di avere sequestrato e tentato di violentare la 14enne di origini ivoriane arrivata a Fano domenica scorsa da Cattolica dove era andata per festeggiare la Notte Rosa. Il gip Giacomo Gasparini ha prima convalidato il fermo e poi accolto la richiesta di misura cautelare del pm Valeria Cigliola. Il 43enne, che è difeso dall’avvocato Emanuele Battista Terzanelli, ha negato le accuse e dato la sua versione dei fatti. «Non ho provato a violentarla e non l’ho caricata in macchina. Siamo andati a piedi fino al casolare dove abito. E lei c’è venuta di sua volontà – ha detto ieri in aula – io volevo anche pagarle il biglietto del treno per farla ritornare a casa sua».

La ragazzina abita in un paesino in provincia di Parma. Era venuta a Cattolica per la Notte Rosa. E qui aveva conosciuto un giovane di Jesi con il quale è andata nella sua città per trascorrere il resto della serata. Poi aveva ripreso il treno verso Parma. Ma al cambio, a Fano, aveva perso la coincidenza. In stazione aveva incontrato un gruppo di africani, tra cui il marocchino 43enne. La 14enne dice di essere stata caricata a forza in macchina e di essere stata portata nel casolare abbandonato a Rosciano dove l’uomo avrebbe provato a violentarla. Lei è però riuscita a divincolarsi dalla presa e a scappare dalla finestra, provocandosi ferite giudicate guaribili in 10 giorni. A soccorrerla lungo la strada, è stato un automobilista tedesco che ha poi dato l’allarme al 113. La polizia è poi andata al casolare dove ha trovato il 43enne che dormiva.

«Ma se una persona sa di avere commesso un crimine non si rimette a dormire tranquillo – incalza il difensore del marocchino – abbiamo chiesto di esaminare le telecamere della stazione. Di sicuro, c’è anche che il mio assistito non ha caricato in auto la ragazzina». Sequestro di persona, tentata violenza e lesioni, le accuse contestate dal pm Cigliola.