Fermo, 23 dicembre 2017 - E’ stata una complicanza a provocare il decesso del bimbo di due anni, morto lunedì mattina nella sua casa di Porto San Giorgio. Lo ha stabilito l’autopsia effettuata ieri nell’obitorio di Fermo.

E’ stato un esame molto veloce, durante il quale i medici legali hanno prelevato liquidi corporei e campioni di tessuto, per non lasciare nulla al caso. Al primo impatto, però, è subito apparso chiaro che l’arresto cardiaco è stato causato da ipossia, una condizione patologica di carenza di ossigeno nell’intero organismo, provocata da difficoltà respiratorie legate, forse, ad un’influenza pregressa. La salma è stata restituita alla famiglia e la Procura della Repubblica ha già concesso il nullaosta per i funerali. Dunque, l’influenza stagionale potrebbe aver fatto la sua prima vittima, prendendosi la vita di un bimbo.

La tragedia si era consumata lunedì mattina quando i genitori, poco prima delle 11, avevano lanciato l’allarme perché qualcosa non andava e il loro figlioletto si trovava nel letto incosciente. Sul posto erano immediatamente intervenuti i sanitari del 118, che, vista la gravità delle situazione, avevano allertato l’eliambulanza per il trasporto d’urgenza del piccolo all’ospedale pediatrico «Salesi» di Ancona.

Il velivolo era stato stoppato poco dopo, perché, all’arrivo dei soccorritori, il cuore del bimbo non batteva già più. Il medico del 118 e i paramedici avevano fatto di tutto per rianimare quel corpicino senza vita, ma non c’era stato nulla da fare: il suo cuore aveva cessato di battere per sempre. Già da una prima ispezione cadaverica, il medico del 118 aveva ipotizzato un’ipossia.