Montefortino (Fermo), 3 dicembre 2017 - Riaperta ai turisti la gola dell’Infernaccio e a primavera sarà messo in sicurezza anche l’eremo di San Leonardo. Ieri mattina, c’è stata la cerimonia ufficiale ma, visto l’approssimarsi dell’inverno, probabilmente i primi effetti turistici inizieranno a vedersi a marzo dell’anno prossimo. Intanto, viene riconsegnato agli abitanti e a tutto il territorio uno dei lunghi più suggestivi e visitati dei Sibillini.

Una folla di persone con in testa il sindaco di Montefortino, Domenico Ciaffaroni, il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, il direttore del Tennacola Sergio Paolucci, il presidente del Parco dei Sibillini, Oliviero Olivieri, il capitano della Compagnia dei carabinieri di Montegiorgio, Giancluca Giglio, il gruppo di Protezione civile, le guide alpine e persino una cinquantina di visitatori, alcuni provenienti anche da fuori regione, che non sono riusciti a trattenere la curiosità, sono tornati a visitare l’Infernaccio. I lavori effettuati hanno reso l’accesso alla gola molto agevole, lo spettacolo naturale torna ad essere garantito. Le condizioni meteo non erano proprio ideali, ma la passeggiata ha permesso di ammirare il lago della Sibilla, l’eremo di San Leonardo, costruito da padre Pietro Lavini e ancora inagibile a causa del terremoto, i più volenterosi hanno raggiunto la sorgente del fiume Tenna.

«Devo dire due cose – commenta Ciaffaroni –: primo, non è ancora caduto nessuno; secondo, oggi e soprattutto dalla prossima primavera, riconsegniamo uno dei luoghi più suggestivi al turismo, anche religioso, con l’accesso all’eremo di San Leonardo. Devo dire tre grazie: al presidente e vice presidente della Regione Marche, che si sono adoperati a reperire i fondi; al consorzio del Tennacola, che ha eseguito i lavori; all’ente Parco, che ha curato in modo rapido i permessi necessari». Non meno entusiasta Luca Ceriscioli: «Un posto straordinario. È bastato dire apre e lungo il percorso ci sono ritrovare persone che sanno che tra poco con la neve non potranno tornare. Voglio complimentarmi con chi ha fatto i lavori, grande perizia e attenzione all’ambiente. Per la messa in sicurezza dell’eremo di San Leonardo le risorse ci sono (circa 30.000 euro), il desiderio delle persone c’è, però bisogna fare le cose quando è possibile». «Noi ci siamo, i Sibillini sono vivi – commenta Olivieri - il nostro compito è supportare, essere certi della sicurezza. Insieme abbiamo lavorato per questo e continueremo a farlo. Sapendo che ci sono alcuni tratti pericolosi, ma che ora si può accedere alla gola. Metteremo in sicurezza l’eremo. Sappiamo quanto è amato, sappiamo quanto può essere importante per il turismo di questa zona».