Ferrara, 30 novembre 2017 - Non esultano, i risparmiatori azzerati di Carife, per il Fondo di Solidarietà approvato dalla Commissione Bilancio della Camera e di fatto recepito dal Parlamento. «Uno strumento valido, ma le risorse sono irrisorie»: Katia Furegatti, portavoce degli azzerati, riassume in otto parole la sensazione più amara che dolce.

Perché i soldi a disposizione, tra il 2018 e il 2019, saranno in tutto 50 milioni di euro: «Una cifra ridicola, è evidente che si tratta solo di una mossa elettorale», il commento a caldo del capogruppo della Lega Nord in Regione Alan Fabbri. Ma agli azzerati arriva la rassicurazione del ministro Dario Franceschini: «Si tratta comunque di un primo passo importante, adesso rifinanziare quel Fondo sarà meno complicato».

E il segretario regionale del Partito Democratico Paolo Calvano assicura che lo stesso sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta avrebbe già manifestato la possibilità di rimpinguare la dotazione finanziaria. In ogni caso, i soldi arriveranno attraverso due strade: l’utilizzo dei fondi accantonati nei cosiddetti ‘depositi dormienti’, che per legge devono essere girati allo Stato dopo dieci anni di inutilizzo da parte di titolari o delegati; e uno stanziamento da parte del Fondo di Garanzia, espressione in questo caso più diretta del sistema bancario.

Ma gli azzerati sono perplessi anche sui tempi e i modi dell’erogazione: «Bisognerà ricorrere a nuovi arbitrati, rivolgersi ad associazioni e avvocati, in pratica spendere altri soldi, senza avere la certezza di recuperare i nostri risparmi», conclude la Furegatti.