Ferrara, 4 febbraio 2015 - Ultimi ritocchi prima di essere sottoposto al vaglio della Soprintendenza per il necessario via libera, al progetto curato dal Comune per la cosiddetta ‘recinzione’ del Duomo; in realtà, come anticipato dal Resto del Carlino, non si tratterà di uno sbarramento anti-movida, ma in pratica di una delimitazione dello spazio tra i leoni, la scalinata e la ‘vasca’ davanti all’ingresso della cattedrale, con alcune catene rimovibili.

LA SOLUZIONE, studiata da Angela Ghiglione – architetto del Comune e già direttrice dei lavori di ristrutturazione di piazza Trento e Trieste –, è stata ritenuta la più semplice e meno invasiva tra quelle evocate nei primi giorni della polemica sul cosiddetto ‘postribolo’; una soluzione rispondente anche ai canoni dell’antico sagrato (dove un tempo si trovava addirittura una cancellata), e soprattutto alla presenza di catene che già oggi delimitano, sia pure come semplice ornamento, i tratti laterali su via degli Adelardi e sul Listone.

Si tratterà di una delimitazione con uno scopo più di dissuasione che di altro; di fatto analoga, anche se la soluzione progettuale sarà ovviamente diversa, a quella collocata da un paio d’anni sullo Scalone del Municipio. Dove alla sera, ed in particolar modo nei giorni dei ritrovi giovanili, viene tirata una catenella che funge da... promemoria. Una sorta di richiamo a non oltrepassare una zona che va rispettata sotto il profilo monumentale, oltre che – com’è appunto il caso del Duomo – sotto quello della tutela dei valori religiosi.

In Comune tuttavia non c’è fretta; anche perché il progetto viene definito di semplice attuazione e dai costi molto contenuti. Una volta ottenuto l’ok della Soprintendenza, i tempi di installazione dovrebbero essere rapidi. Entro l’estate tutto dovrebbe essere pronto. Anche se c’è chi in Consiglio annuncia bel altro tipo di sbarramento (politico, s’intende) in Commissione Bilancio, per lo stanziamento anche di poche migliaia di euro per quest’opera. Sollecitata, come si ricorderà, dall’arcivescovo Luigi Negri ma su cui la Curia non ha fatto realmente pressing; fidando proprio nella sensibilità del sindaco Tagliani e dell’amministrazione, che hanno riconosciuto l’esigenza di dare un segnale, e che soprattutto sono i reali proprietari del sagrato.

MENTRE in Duomo, da alcuni giorni, sono in corso altri lavori: si tratta dei saggi e dei sopralluoghi – attuati mediante una piattaforma aerea – su tutto il fronte laterale di piazza Trento e Trieste. Continua l’opera capillare di studio e di intervento post sisma, ed i tecnici stanno verificando ogni minima porzione delle pareti del Duomo.