Ferrara, 14 giugno 2017 - Silenzio e lacrime. La cappa di una tragedia ancora per molti aspetti inspiegabile aleggia sul giorno dell’ultimo saluto a Mirko Barioni, il 39enne copparese ucciso a coltellate dalla compagna, Lara Mazzoni. Una cappa che, insieme al caldo soffocante di ieri pomeriggio, ha reso pesantissima l’aria all’interno della sala del commiato della Certosa, dove un gruppo di parenti e amici si è riunito per l’ultimo saluto a Mirko. In prima fila i fratelli della vittima, Alessandro e Cristiano insieme al padre, Beniamino, i volti tirati e circondati dall’affetto dei presenti.

Qualche fila più indietro, il sindaco di Berra Eric Zaghini, amico di vecchia data del 39enne. La salma è accolta nel silenzio più assoluto. Solo qualche singhiozzo, soffocato nella compostezza di un dolore inimmaginabile. «Ora Mirko è in paradiso – dice don Franco Rogato all’inizio della sua omelia – e sta incontrando Gesù risorto. Dove si trova ora c’è una pace mai sperimentata prima». Un riferimento teologico ma che si presta anche a ricalcare gli ultimi tempi della vita di Barioni, costellata da momenti di tensione culminati con la tragedia della notte tra sabato 3 e domenica 4 giugno.

Don Franco esordisce portando ai familiari di Mirko l’abbraccio e le condoglianze dell’arcivescovo Gian Carlo Perego. «La vita per l’uomo – aggiunge subito dopo – vuol dire andare oltre un limite che noi chiamiamo morte. Ma la morte, in realtà, non c’è. Quando Dio ci dona la vita, è per sempre». Conclusa la cerimonia, i familiari si chiudono nel loro dolore, circondati da due ali di persone che gli danno conforto coi loro abbracci. Il ricordo di Barioni è affidato principalmente alle parole degli amici. «Lo conosciamo dall’infanzia – racconta un gruppo di amiche –. Era un ragazzo normale, sempre di buon umore e sorridente». E ancora. «Mirko? Una persona allegra – ricorda un amico nascondendo il suo dolore dietro a un paio di occhiali scuri –. Aveva sempre voglia di fare baldoria. Non lo dimenticheremo mai». La sofferenza per quanto accaduto alberga anche negli animi anche dei familiari di Lara Mazzoni, colpiti anch’essi, seppur in maniera del tutto diversa, dalla tragedia di Ambrogio. «La famiglia Mazzoni – ha commentato l’avvocato Fabio Anselmo, legale di Lara – resta chiusa nel suo dolore e nel suo silenzio».

Nel frattempo proseguono le indagini sull’omicidio. I legali delle due parti, l’avvocato Anselmo per Mazzoni ed Eugenio Gallerani per la famiglia Barioni, stanno raccogliendo elementi per cercare di fare chiarezza sul rapporto che intercorreva tra i due e per cercare di capire cosa sia accaduto nei giorni e nelle settimane immediatamente precedenti al delitto. A quanto si apprende, gli inquirenti starebbero vagliando anche le chat e gli scambi di messaggi tra i due e tra loro e terze persone. Scavare nel passato della coppia sembra essere l’unica strada per venire a capo di quel raptus di follia che ha trasformato una spensierata serata al mare in una notte di sangue.