Fontanelice (Imola), 13 marzo 2017 - Ponte di Filetto sorvegliato speciale. Il tratto del Santerno che scorre al di sotto della struttura (a metà tra Fontanelice e Casalfiumanese) lunedì sarà interessato da un intervento urgente che prevede la deviazione dell’acqua in quella parte del fiume, in modo da creare una secca in corrispondenza della soglia in calcestruzzo realizzata per frenare la potenza della corrente. Ed è qui che sta il problema: da qualche tempo, infatti, l’acqua non scavalca più la briglia, come dovrebbe fare, ma passa sotto. Questo perché la soglia in calcestruzzo è stata colpita da un sifonamento (un foro), in virtù del quale l’acqua si infiltra al di sotto della piccola diga che dovrebbe rallentare la velocità del Santerno. A questo punto, occorre verificare l’entità del problema e stabilire il diametro del foro. Oggii, quindi, la ditta che attualmente sta costruendo il nuovo guado a Carseggio devierà il corso d’acqua nel tratto interessato, in modo da asciugare completamente la soglia e permettere di analizzare il sifonamento. L’operazione è coordinata dal servizio tecnico Bacino di Reno, ente competente sul Santerno, insieme con il Circondario. Al momento, gli uffici (Circondario e Regione) non si sbilanciano sulla possibile gravità della situazione.

Tuttavia, è opportuno registrare che, per natura, a causa dello scorrere dell’acqua il sifonamento si allarga costantemente. Ciò significa che se il foro dovesse raggiungere dimensioni significative rispetto allo spessore della soglia, potrebbe mancare il giusto appoggio alla soglia stessa. E se la briglia venisse spazzata via dalla corrente, il dado di fondazione del ponte potrebbe essere minacciato dall’erosione e, in caso di spostamento, il ponte potrebbe lesionarsi anche in modo irreparabile. Sullo sfondo c’è un altro problema: «Il ponte risale alla fine degli anni ’40 – dice Carlo Arcangeli, dirigente dell’Ufficio di piano in Circondario –. Ma i nostri uffici non hanno il progetto della struttura». Tra le poche certezze, il fatto che la soglia sia stata costruita in un secondo momento.

«Da alcune foto storiche del ponte – prosegue –, si vede che in origine la briglia non c’era, per cui è stata messa in seguito. Ora bisogna stabilire se il sifonamento inficia le fondazioni del ponte. Ma sarebbe importante avere i progetti per capire cosa abbiamo davanti». Claudio Miccoli, responsabile del servizio tecnico Bacino di Reno, aggiunge: «Non mi sembra in gioco la stabilità del ponte, ma è consigliato ridurre la portata dei carichi sulla struttura». Così, i Comuni di Fontanelice e Casalfiumanese hanno emesso un’ordinanza che vieta il passaggio ai mezzi pesanti, trattori compresi. La sindaca casalese Gisella Rivola dice: «Ho scritto alla Regione manifestando la mia preoccupazione. Dopo il crollo del ponte sull’A14, la prudenza non è mai troppa».