Imola (Bologna), 13 febbraio 2016-Dall’attore alla guida turistica, passando per l’accompagnatore di anziani e l’addetto alla manutenzione del campo da calcio. È ricco il ventaglio delle possibilità che a Imola vengono offerte ai migranti con l’obiettivo di agevolarne l’integrazione. Grazie a un nuovo progetto lanciato dal Comune, che sotto la spinta della Regione ha stanziato 3.900 euro, si coinvolgono in attività di volontariato quelle persone inserite nei programmi governativi per ottenere protezione umanitaria. Quattro le associazioni cittadine che, attraverso i titolari dell’accoglienza sul territorio (Trama di Terre, Camelot, Caritas e Fondazione Santa Caterina), hanno ottenuto il via libera a portare avanti le loro iniziative.

Noi Giovani, al cui piano hanno aderito dieci richiedenti asilo, si occuperà tra le altre cose di mettere a disposizione dei turisti «volontari che parlino la lingua inglese per migliorare la comunicazione e l’accoglienza». Ma la compagine imolese, molto conosciuta in città per i progetti di rigenerazione urbana, prima nel sottopassaggio dell’autodromo e poi in stazione, trascinerà i migranti anche in «attività laboratoriali per l’apprendimento delle varie tecniche pittoriche», coinvolgendoli in un secondo momento nel lavoro di riqualificazione che verrà fatto quest’anno (non si sa ancora dove) dopo le esperienze passate.

Poi c’è l’associazione Extravagantis, che assieme a quattro richiedenti asilo metterà su un recital teatrale dal titolo ‘Sette paia di scarpe ho consumate’. Prove al Santa Caterina ogni mercoledì, a partire dal mese di marzo, e due spettacoli: il 15 maggio a Imola (con tre repliche già in programma) e il 25 settembre a Bologna. E ancora l’Auser, che per 26 migranti organizzerà un mini corso di lingua italiana e poi impiegherà il gruppo nel trasporto degli anziani dal dottore o nella consegna della spesa a domicilio. A chiudere il variopinto quadro ecco l’associazione sportiva Juvenilia, pronta ad accogliere cinque volontari che si occuperanno della manutenzione del campo da calcio, della cura degli spogliatoi e di quella della siepe perimetrale dell’impianto.

E il Comune che fa? Oltre a ottenere dalla Regione 50 euro per ciascun migrante (contributo forfettario riconosciuto alle associazioni per le spese assicurative), assegna a ogni realtà del territorio 500 euro per l’avvio del progetto. I restanti 1.900 euro verranno poi ripartiti sulla base dei costi sostenuti, una volta accertato se e in quale misura si potrà usufruire dei contributi previsti sempre dalla Regione. Il piano dell’amministrazione viaggia su binari paralleli rispetto a quello, varato dal Circondario, per l’adesione di Imola e Castel San Pietro al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) attraverso 30 posti da destinare – ma solo se il governo metterà le risorse – non più alla semplice accoglienza ma al sostegno e all’integrazione per i titolari di protezione umanitaria.