Macerata, 14 aprile 2017 - «Dopo quasi vent’anni torniamo a discutere della possibilità di coprire lo Sferisterio, sull’esempio dell’arena di Verona, dove finalmente si è realizzato un concorso di idee sul tema. E’ un sogno che voglio ancora provare a realizzare». Ha parlato così la consigliera comunale Anna Menghi al cinema teatro Italia, dove mercoledì sera, sindaco presente, si è ragionato su un’ipotetica struttura che, coprendo l’arena, permetterebbe di utilizzarla anche nella stagione invernale.

«Nel 2005 – ha ricordato Menghi – provammo a riaprire il discorso con una mozione, che passò ma poi cadde nel nulla». Al fianco della consigliera, Riccardo Garbuglio, amministratore delegato dell’Arcadia Srl e collaboratore di artisti come De Gregori, Ron e di case di moda come Fendi, che crede nella realizzazione del progetto: «All’epoca immaginammo una struttura che non impattasse sulla storicità del monumento, andando a scomparire dietro il muro dell’arena. Lo stanno facendo a Verona, dove è molto più complicata la realizzazione rispetto a Macerata, in cui è possibile un progetto che mascheri la copertura facendola scomparire d’estate».

Da Verona, il giornalista del quotidiano Arena Enrico Giardini, ha spiegato come lassù si stia procedendo per coprire una struttura che ha 2000 anni di storia: «La realizzazione di un concorso di idee non significa che la cosa si farà certamente, però sono arrivati 84 progetti da tutto il mondo, di cui tre sono stati scelti come i migliori e hanno a disposizione i 100.000 euro sborsati da Calzedonia. Anche lì si tratterebbe di una struttura a scomparsa, ma al momento si attende la reale fattibilità di uno dei progetti».

Intanto a Macerata ne è stato presentato uno, quello dell’ingegnere Placido Munafò, in collaborazione con le ricercatrici Francesca Patrignani e Margherita Giampaoli dell’Università di Ancona. «La nostra idea di copertura per lo Sferisterio – ha spiegato Munafò – si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione del centro storico e delle frazioni, in un’ottica di riammodernamento di tutta la città». Al primo posto nell’ipotesi del progetto c’è il rispetto per l’architettura, che non deve essere intaccata dalla copertura, una struttura autonoma che circonderebbe l’arena andando a finire coi suoi pilastri sulla circonvallazione che passa accanto allo Sferisterio facendo così da spartitraffico, sulla rotonda e nel vicolo pedonale posto dietro il muro, dove si accatasterebbero i pannelli fonoisolanti. «Abbiamo preso spunto dai grandi stadi come il Marco Polo di Venezia o il Toyota Stadium in Giappone – ha spiegato la Patrignani – le coperture sarebbero due: una fissa in vetro che creerebbe anche un camminamento e una mobile. Il costo stimato dell’impresa si aggira tra i 3.680.000 e i 4.000.000 di euro».