Modena, 9 ottobre 2017 - La rabbia dei tifosi era esplosa contro Antonio Caliendo con cori, una bara dai colori gialloblù ma, soprattutto, fumogeni lungo viale Monte Kosica.

Ora, per quel caldo primo ottobre in cui i tre punti sono stati dati a tavolino agli avversari del Mestre, visto che le squadre non sono potute entrare allo stadio dopo che il Comune ha ‘sfrattato’ la squadra dal Braglia per ‘gravi inadempienze’ di natura economica, sono scattati i primi Daspo.

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Ad emetterli il questore nei confronti di altrettanti tifosi canarini: due residenti in città e il terzo, tra i ‘promotori’ della manifestazione, di Vignola. Si tratta di un 42enne e un di un 27enne, accusati dell’accensione complessivamente di tre fumogeni davanti allo stadio e di un 60enne di Vignola, appunto, accusato di ‘condotte ostili’ verso i poliziotti, messe in atto col volto travisato. Il provvedimento ha durata di un anno.

Le indagini degli uomini della Digos proseguono per individuare gli altri facinorosi nel gruppo di 250 persone che, per diverse ore, ha bloccato la circolazione nel viale.

IL COMMENTO / Modena calcio, credibilità da ritrovare e uno stadio da riaprire