Modena, 29 dicembre 2017 - Sarebbe perfetto per un set cinematografico di un film horror; peccato che si tratti di un ex hotel a quattro stelle alle porte della città. Parliamo di quel che resta dell’Holiday Inn, l’hotel fantasma situato accanto all’autostrada, dietro l’area di servizio ma popolato da esseri umani, con tanto di cameretta, tavolino con alcune brioches pronte per la colazione e fornellini elettrici, collegati a potenti bombole a gas (VIDEO). E’ probabilmente a causa di un pranzetto improvvisato tra le macerie che ieri, intorno alle 14, si è originato un incendio in una stanza al terzo piano del casermone. A bruciare un materasso, alcuni mobili e una sedia ma le fiamme si sarebbero allargate in fretta se qualcuno, passando sull’autostrada, non avesse allertato i pompieri, subito intervenuti con l’autoscala.

Incendio domato immediatamente e senza troppe conseguenze. Ma a quando il prossimo? Infatti quella grande struttura di strada Tre Olmi dimenticata dal resto della città ospita spesso e volentieri senzatetto e sbandati, così come famiglie di stranieri. E il pericolo, inutile nasconderlo, è che al prossimo incendio ci scappi il morto anche se in effetti, lì dentro, ci si potrebbe ferire anche solo nel passare da un piano all’altro. Parliamo infatti di uno stabile pericolante, ricoperto di rifiuti di ogni genere e, a quanto pare, abitato tranquillamente da diversi ‘fantasmi’ che si sono creati con tranquillità le proprie stanze, arrendandole con mobilio e oggetti trovati nell’hotel. (Quel poco che è rimasto dopo anni di saccheggi).

Dopo aver attraversato quella che era la reception e l’autogrill in disuso, abbiamo superato i vari ostacoli in ferro situati lungo i corridoi, cercando di evitare avanzi di cibo di ogni genere e pannelli precipitati a terra. Infatti tutti i controsoffitti risultano crollati ma è difficile descrivere quello che ci si trova dinanzi percorrendo i corridoi di quello che una volta era un elegante edificio pronto ad accogliere oltre 180 ospiti.

Vetri ovunque, materassi, fili penzolanti, sedie rotte, armadi sradicati e poi le tante camere, arredate alla bell’e meglio tra vento gelido e odore acre, di muffa e immondizia. In una di queste una famiglia, a quanto pare, vive stabilmente: negli armadi i vestiti piegati ma anche numerosi cutter, forbici e coltellini. Sul letto, da poco sistemato, cinque o sei panni, poichè il freddo è pungente, soprattutto la notte. Sul tavolo tre brioches appena scaldate, decine di bottiglie d’acqua, pacchi di pasta e pentole sui fornellini. Accanto, appunto, nuovissime bombole a gas e, appese ai muri, buste con orsachiotti che fanno sorgere un dubbio atroce: lo stabile è abitato anche da bambini?. La speranza è che non sia così, viste anche le classiche cartine utilizzate dai tossicodipendenti.

Nonostante i numerosi tentativi di chiudere il vecchio hotel per evitare nuovi bivacchi, l’accesso è piuttosto semplice: le reti sono state spostate e, se si superano le macerie, si accede facilmente ai piani superiori. Decine di camere, in molte delle quali i segni di occupazione sono evidenti. L’hotel, lo ricordiamo, è stato chiuso nel 2013 senza alcun preavviso, tanto che i diversi dipendenti si sono trovati dall’oggi al domani senza lavoro. Le bande di ladri hanno portato via tutto nel frattempo: mobili, televisioni e tutto quanto sono riusciti a recuperare nell’immobile fantasma. La gestione era stata rilevata nel 2014 dalla società Beni Stabili Property Service con sede a Roma e, prima ancora, la grande struttura era passata nelle mani di diverse catene, fino al triste epilogo, quello della chiusura definitiva. Anche i residenti della zona hanno più volte lamentato lo stato di degrado in cui versa, proprio perchè l’Hotel è da anni meta di sbandati e bande di ladri; le stesse che, nel tempo, hanno rubato i cavi di rame, smontanto la centrale elettrica e gli impianti.

A marzo dello scorso anno l’Hotel era stato devastato da un altro grande incendio, sicuramente divampato a seguito di qualche fornellino lasciato acceso. Così è avvenuto ieri e così, sicuramente, avverrà in futuro se qualcuno non interverrà per chiuderlo definitivamente. Tra le tante frasi colorate dei writers sui muri ce n’è una che resta dentro: «Non entrate, qui c’è la morte».