Modena, 13 settembre – Picchia la moglie incinta al settimo mese, viene arrestato in flagranza di reato, me la moglie non lo querela. È soltanto ‘grazie’ all’aggravante dei futili motivi che la procura di Modena ha potuto chiedere la misura cautelare nei confronti dell’uomo, nigeriano di 36 anni, ottenendo così l’allontanamento da casa, in attesa che sia giudicato con il rito abbreviato. Questo l’epilogo dell’intervento della polizia municipale avvenuto martedì, tra Buon Pastore e via Morane, su segnalazione dei vicini di casa che avevano sentito le urla della donna, una ghanese, picchiata, con quindici giorni di prognosi ( lesioni da percosse al collo, un trauma facciale e all’orbita sinistra) perché si era rifiutata di consegnare il cellulare al marito. La donna, però, si è rifiutata di sporgere querela e su questo aspetto interviene il procuratore capo, Lucia Musti: «Abbiamo potuto richiedere la convalida dell’arresto e la misura cautelare perché – spiega Musti - fortunatamente nella ricostruzione del fatto è stato accertato l’atto di una gravità inaudita era stato commesso dall’uomo per futili motivi. Questa aggravante ha consentito di procedere d’ufficio, non è stata necessaria la querela insomma. Se non ci fosse stata questa aggravante e la donna fosse stata colpita senza futili motivi a fronte della mancata querela il pm avrebbe dovuto archiviare. Questo per dire che a fronte di fatti così gravi è fondamentale che le donne presentino querela. Spesso e volentieri ciò non avviene. E quindi noi archiviamo e poi magari scopriamo che – termina il procuratore capo - due o tre anni dopo quella stessa donna è stata uccisa. Il mio è un appello come procuratore della Repubblica e come donna, di fronte a fatti del genere querelate».