Modena, 12 settembre 2017 - Preparare la colazione, occuparsi dei figli, accompagnarli a scuola. Sempre di corsa perché bisogna sbrigarsi per andare al lavoro. Ma quei pochi o tanti chilometri che separano dalla meta possono rivelarsi fatali o comunque pericolosi per le donne, gravate molto più dei compagni dal lavoro di cura. Studi statistici, elaborati dal Centro Studi Anmil, hanno dimostrato, infatti, che la donna lavoratrice ha la probabilità di subire un infortunio in itinere superiore del 50% rispetto al collega maschio e che oltre il 50% delle morti femminili sul lavoro avviene per incidenti nel tratto di strada casa-lavoro.

Di questo si parlerà di Ambiente Lavoro Convention, in programma a Modena Fiere il 13 e 14 settembre. Al centro dell’ottava edizione saranno l'invecchiamento, la sicurezza stradale, la sicurezza nel comparto metalmeccanico e agroalimentare, il benessere sui luoghi di lavoro e la sicurezza ambientale. Rivolta a tutti coloro che operano nell’ambito della sicurezza e del benessere sul posto di lavoro, dai medici ai datori di lavoro, l’ottava edizione della kermesse vede 147 convegni, 441 relatori e 352 ore di formazione.

Tornando all’indagine, Anmil ci dice che, nel 2016, ci sono stati 998 infortuni sul lavoro mortali tra gli uomini di cui 233 in itinere, pari al 23,3%, mentre tra le donne le morti sono state 106, di cui 55 in itinere, pari al 52%. Idem per gli infortuni senza esito mortale: 411.033 nel 2016 per gli uomini, di cui 47.374 in itinere, pari all'11,5%. Questi invece i numeri per le donne: 230.312 infortuni non mortali nel 2016 di cui 50.527 in itinere pari al 22%.

Per il Centro Studi, al lavoro familiare ogni donna dedica una media di 5 ore e 13 minuti al giorno, cioè il triplo degli uomini (solo 1 ora e 50 minuti). Sommando il tempo dedicato al lavoro a quello delle attività familiari, le donne sono impegnate per una media di 7 ore e 36 minuti contro le 6 ore e 20 minuti degli uomini. E questo incide sui dati degli infortuni. «Mentre per gli uomini l’infortunio in itinere 'pesa' per il 15-20% dei casi – spiega Franco D’Amico, curatore del Rapporto Anmil che sarà al centro di un incontro il 13 settembre, alle 14– per le donne si arriva al 60% e oltre. Generalmente, questi incidenti mortali si verificano tra le 8 e le 9 della mattina».

E' la Lombardia la regione in cui si registra il maggior numero di infortuni in itinere al femminile: 10.629 nel 2016. Seguono Emilia-Romagna con 5.729 casi e il Veneto con 5.481. I casi mortali vedono, invece, Veneto e Toscana a pari merito con 9 casi, seguiti dall'Emilia-Romagna con 6 episodi.