Modena, 26 luglio 2016 - Fa pensare un po’ a degli enormi ‘Lego’ l’idea della formiginese Vanessa Boccia. Che nell’ambito di un progetto dedicato alla creazione di start-up - dietro il quale c’è Unioncamere regionale – si è inventata qualcosa che con giochi e bimbi c’entra davvero, almeno quanto i famosi mattoncini colorati: l’asilo ‘on demand’.

Una sorta di ‘nido mobile’ fatto di container modulari, pronto a spostarsi dove nasce un’esigenza e capace di allargarsi o rimpicciolirsi facilmente a seconda del numero di bambini da gestire. Si chiamerà ‘Needo’: o meglio, questa è la speranza della sua ideatrice, ora a caccia di finanziamenti che possano portare dalla carta alla realtà la sua invenzione. Le cui radici arrivano da un altro progetto del 2010, diverso ma emblematico. «Quell’anno – racconta la stessa Boccia – ho vinto il secondo premio in un concorso internazionale di design con ‘Box’, un modulo abitativo di soli 9 metri quadrati. Poi sono passata a ‘Needo’, anche questo nato con un concorso internazionale a Expo 2015. Mi sono concentrata sugli asili nido perché ho pensato ai problemi lavorativi delle donne: non è raro vedere aziende che non ne assumono per paura di una futura gravidanza».

Vanessa passa poi a spiegare come funzioni il suo asilo on demand: «Può spostarsi ovunque. È un asilo nido mobile dotato di personale qualificato e di programmi pedagogici: una volta conclusa la sua ‘missione’ può essere rimosso. pronto per un’altra destinazione. Si basa sull’utilizzo di container marittimi, ripensati in modo creativo perché, oltre alla facilità di trasporto, sono ecosostenibili, antisismici, modulari ed altamente personalizzabili. Nel mio caso il container, coibentato e reso a norma, è in grado di diventare un involucro accogliente e confortevole per i piccoli ospiti». La modularità, appunto: il concetto fondamentale.

Servono due moduli da 25 metri quadrati totali a supporto della struttura principale, come spazio per i laboratori creativi dei bambini. Tre moduli (38 mq) possono ospitare fino a cinque, quattro moduli (52 mq) fino a sette. «Needo – conclude la start-upper – può essere utile alle aziende che abbiano a cuore le esigenze dei propri dipendenti, ma anche agli enti pubblici che vogliano arricchire l’offerta di servizi ai cittadini e alle organizzazioni no-profit, che hanno la possibilità di garantire l’istruzione a bambini di nazioni svantaggiate. Sono in contatto con potenziali clienti per presentare l’idea e c’è chi l’ha già apprezzata. Ma ora inizia la fase più delicata: la ricerca dei fondi. Mi sono data come tempi il 2017, ma con la mia determinazione sono sicura che ce la farò».