Rimini, 14 luglio 2017 - Si è avvalso della facoltà di non rispondere, nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Rimini, città in cui è detenuto, il funzionario della Cassa di risparmio di Ravenna Domenico Sangiorgi (sospeso dall’istituto, che ha anche avviato un’indagine interna).

L’uomo, originario di Casola Valsenio, ma residente a Faenza è stato arrestato due giorni fa nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli contro ‘un gruppo criminale legato a diversi clan camorristici operante in diverse regioni, tra cui l’Emilia-Romagna’, e attivo in vari settori, in primis ‘quello degli investimenti immobiliari e quello delle truffe alle assicurazioni’. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il ruolo di Sangiorgi sarebbe stato quello di ‘ripulire’ i soldi della camorra, frutto di attività illecite.

L’uomo si è limitato a ribadire la propria innocenza davanti al giudice per le indagini preliminari riminese, che lo ha interrogato su delega della magistratura napoletana.

La difesa di Sangiorgi farà ricorso al tribunale del Riesame contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Lo annunciano gli avvocati Antonio Petroncini e Chiara Rinaldi. L'indagato, ha spiegato Petroncini, si è avvalso della facoltà di non rispondere, «riservandosi di chiedere di essere sentito quando sarà a conoscenza delle accuse che gli vengono mosse» e si troverà di fronte ad un giudice che conosca la vicenda: quello di Rimini, per legge, era delegato dal collega di Napoli che ha emesso l'ordinanza.