Ravenna, 5 gennaio 2017 - Attraverso un provvedimento firmato in persona dal ministro degli Interni Marco Minniti, per «motivi di sicurezza dello Stato», è stata eseguita oggi la seconda espulsione del 2017. Salgono così a 134 i soggetti dell’estremismo religioso espulsi con accompagnamento alla frontiera dal gennaio 2015 ad oggi. in particolare si tratta di un 26enne tunisino dal 1992 in Italia e da tempo residente a Ravenna, disoccupato, titolare di permesso di soggiorno di lungo periodo rilasciatogli nel 2011 dalla Questura perché sposato con una italiana con la quale, peraltro, non conviveva più.

Il giovane, in seguito al via libera del giudice Cesare Santi al decreto della Questura, è stato rimpatriato dalla frontiera aerea di Roma-Fiumicino con volo diretto a Tunisi. Grazie alle indagini svolte dai servizi di sicurezza e di prevenzione, è stato accertato che lo straniero aveva stretto amicizia «virtuale» con un aspirante foreign fighter tunisino sottoposto a fermo nel 2015 prima che partisse da Ravenna per raggiungere il teatro siro-iracheno e attualmente detenuto per reati di terrorismo e a giorni a processo. Inoltre – prosegue la nota del Viminale – è stato documentato che aveva postato sul suo profilo Facebook queste frasi choc: «Sono indeciso se fare il bravo o fare una strage, ci devo pensare» e «sei divina come una macchina degli sbirri che brucia!».

Sempre il Viminale ha spiegato che «all’esito di una successiva perquisizione condotta nei suoi confronti sono stati, altresì, sequestrati dispositivi informatici nei quali sono stati rinvenuti file di propaganda jihadista che ne documentavano la sua deriva verso l’islam radicale». Per Ravenna, si tratta del primo provvedimento di questo tipo mai deciso prima. Gli accertamenti sul 26enne erano scattati dopo perquisizione fatta dalla Digos in collaborazione con la guardia di Finanza.